Controllori sui bus, alt delle Regioni: «Non vigilano sulle regole Covid»

Controllori sui bus, alt delle Regioni: «Non vigilano sulle regole Covid»
di Francesco Malfetano
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Sabato 28 Agosto 2021, 07:03 - Ultimo aggiornamento: 29 Agosto, 10:45

Per settembre l'Italia è quasi pronta a ripartire, letteralmente stavolta, con nuove regole che riguardano i trasporti. Non solo l'obbligo di Green pass per tutti i passeggeri a bordo di mezzi che viaggiano su tratte a lunga percorrenza, ma anche nuove indicazioni sulla capienza e qualche dubbio sulle mascherine da indossare o soprattutto sui controllori.
I piani di azione però sono differenti, e distinguono tra viaggi interregionali e trasporto pubblico locale, ovvero tram, bus cittadini e metro. Andiamo quindi con ordine. Per quanto riguarda il Green pass le novità che entreranno in vigore a partire dal 1 settembre sono quelle contenute all'interno del decreto redatto ad inizio agosto dal governo Draghi. La certificazione è quindi obbligatoria per qualsiasi volo nazionale, treno a lunga o media percorrenza, autobus e navi che effettuano trasporti interregionali (unica eccezione il traghetto che serve lo stretto di Sicilia). A bordo però la capienza sarà ora dell'80 per cento (a meno che i mezzi non siano dotati di filtri Hepa,in quel caso si arriva al 100 per cento) con mascherina obbligatoria sopra i 6 anni.

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TRASPORTO LOCALE
Più articolato invece il discorso relativo al trasporto pubblico locale. Ieri è arrivato l'ok del Comitato tecnico scientifico alle linee guida redatte dal ministro Giovannini e già presentate giovedì alle regioni. Nella stessa riunione che ha portato all'estensione della validità del Green pass a dodici mesi, i tecnici hanno quindi avallato l'aumento della capienza a bordo di bus, tram e metro così come la parte restante del documento. Con una sola eccezione: l'uso delle mascherine Ffp2 a bordo dei mezzi. Nel testo sottoposto al Cts infatti si legge «è raccomandato l'utilizzo della mascherina Ffp2 nelle condizioni di maggiore criticità». Un passaggio non condiviso dai tecnici perché, come già fatto notare in occasione della ripresa delle attività scolastiche della scorsa primavera, per loro le mascherine filtranti non sono consigliabili per un uso prolungato. In altri termini, come trapela dal Cts, va utilizzata la mascherina chirurgica che è uno strumento adeguato se la situazione a bordo viene controllata, non consentendo appunto un riempimento superiore all'80 per cento.
Una questione evidentemente critica come hanno ampiamente mostrato le numerosissime immagini di autobus e metro di tutta la Penisola, a cui anche il ministero sta provando a porre un freno. Come? Reintroducendo la figura del controllore, e incaricandolo non solo di verificare i titoli di viaggio ma anche che i passeggeri indossino la mascherina e non vi siano assembramenti.


IL CONTROLLORE
La novità però non è stata particolarmente apprezzata dalle Regioni che lamentano difficoltà logistiche e di ruolo oltre alla mancanza di fondi per l'assunzione di nuovo personale (il Mit ha stanziato 618 milioni per il potenziamento dei mezzi nel secondo semestre e più di 800 milioni per eventuali perdite o costi aggiuntivi). «Abbiamo chiesto chiarimenti sulla questione dei controllori - spiega uno dei tecnici della Stato-Regioni al lavoro sul dossier - Bisognerà specificare quali poteri avranno, di solito verificano i biglietti non sono pubblici ufficiali». «Per fare un controllo efficace occorrerebbero centinaia di controllori per le migliaia di corse al giorno che facciamo - ha spiegato all'Agi Marco Gabusi, assessore ai trasporti del Piemonte - Come possiamo immaginare un controllo sulla metropolitana alle 7 del mattino?»
In pratica sul tema non è ancora detta l'ultima parola e lunedì si terrà un incontro chiarificatore tra Mit e governatori. Ma bisogna fare in fretta perché le linee guida di Giovannini dovranno essere utilizzate dalle Regioni per sviluppare il proprio piano di mobilità da sottoporre entro il 2 settembre proprio al ministero (che poi dovrà validarlo). In altre parole a due settimane dalla ripresa delle scuole, quando bus e metro giocheranno un ruolo cruciale nell'evitare un'impennata dei casi, di definito c'è ben poco.

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