Appalti truccati, arrestato il presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria

Appalti truccati, arrestato il presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 09:50

ll presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria, sindaco di Santa Croce del Sannio, e il sindaco di Buonalbergo Michelantonio Panarese sono tra le persone poste agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta su presunti appalti truccati coordinata dalla Procura di Benevento. Questa mattina Di Maria e Panarese sono stati raggiunti da un'ordinanza che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di 8 persone e il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione nei confronti di altri 10 indagati. L'inchiesta si concentra su 11 procedure pubbliche di appalto indette o gestite dalla Provincia di Benevento, dalla Provincia di Caserta e dal Comune di Buonalbergo. I reati contestati, a vario titolo e in concorso, sono corruzione aggravata, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti d'ufficio, emissione di fatture per operazioni inesistenti, tentativo di induzione indebita a dare o a promettere altre utilità, tentativo di concussione, turbata libera scelta del contraente e falso ideologico.

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L'ordinanza in totale applica 18 misure cautelari personali (di cui 8 agli arresti domiciliari e 10 del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione) emesse dal gip di Benevento su richiesta della Procura sannita nei confronti di pubblici ufficiali in servizio presso la Provincia di Benevento, imprenditori e professionisti e riguarda 11 procedure pubbliche di appalto indette o gestite dalla Provincia di Benevento, dalla Provincia di Caserta e dal Comune di Buonalbergo ( Benevento). Altri reati per i quali si procede sono tentativo di induzione indebita a dare o a promettere altre utilità, tentativo di concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico. È in corso inoltre il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 49.500 euro, costituenti il prezzo dei reati di corruzione finora accertati e di cui si ritiene siano già stati acquisiti elementi in relazione alla loro effettiva consegna. 

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