Napoli, corruzione ai concorsi per le Forze Armate e falsi certificati Covid: 14 arresti

Le indagini hanno consentito di fare luce su episodi che hanno visto protagonisti due agenti della Penitenziaria, Errico Spena e Maurizio Russo, già in carcere

Napoli, corruzione ai concorsi per le Forze Armate: 14 arresti
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 10:05 - Ultimo aggiornamento: 13:20

Quttordici arresti a Napoli nell'ambito di una indagine sui concorsi per il reclutamento nei corpi delle Forze Armate (Carabinieri, Esercito e Aeronautica Militare) e nella Polizia Penitenziaria: l'accusa è quella di corruzione per aver promosso e poi agevolato, in cambio di mazzette, alcuni partecipanti ai concorsi. Le indagini hanno consentito di fare luce su una serie di episodi che hanno visto protagonisti, tra la fine del 2020 e la prima metà del 2021, due agenti della Penitenziaria, Errico Spena e Maurizio Russo, già in carcere.

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Napoli, 14 arresti per corruzione: le indagini

Dalle indagini emerge che per consentire a una candidata di partecipare ai corsi di formazione per allievi agenti della Polizia Penitenziaria hanno più volte falsificato il necessario attestato di negatività al Covid-19. Gli indagati «non hanno esitato a falsificare la negatività al Covid accettando il rischio che la candidata, pur positiva, frequentasse il corso di formazione presso la scuola di Portici, dove avrebbe potuto infettare numerose persone». Lo scrive il gip di Napoli Federica Colucci nell'ordinanza di custodia cautelare. La Procura di Napoli, nell'ambito delle indagini, ha disposto il sequestro della documentazione sanitaria Covid-19 presentata dalla candidata, trovando quattro certificazioni ma, dai riscontri eseguiti nel laboratorio di analisi irpino, è emerso invece che a nome della candidata risultavano solo due attestazioni, risalenti al primo ottobre e all'8 gennaio scorsi. Inoltre sui due certificati trovati nel laboratorio sono stati trovati il timbro e la firma del direttore mentre quelli sequestrati nella scuola c'era solo il timbro. Il gip ha quindi ritenuto insussistente il reato di induzione del pubblico ufficiale in falso ideologico a vantaggio invece del reato di falsità materiale commessa da privato, poi condivisa dagli inquirenti.

Gli arresti

Spena e Russo vennero sorpresi all'interno degli uffici di organizzazione sindacale, mentre intascavano 8mila euro. Secondo quanto rende noto un comunicato a firma del procuratore di Napoli Giovanni Melillo, «gli elementi indiziari acquisiti depongono nel senso di una estesa ramificazione dei contatti corruttivi e delle complicità rilevanti per l'illecito condizionamento delle procedure concorsuali».

I provvedimenti cautelari eseguiti oggi riguardano, tra gli altri, oltre che Spena e Russo anche Aniello Aversano (assistente capo Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere), Gennaro Fatone (vigile urbano a Caivano, nel Napoletano), Giorgio Spina (caporal maggiore dell'Esercito in servizio presso la caserma di Maddaloni, nel Casertano). Tutti risultano avere svolto la funzione di intermediari dei rapporti corruttivi finalizzati all'indebito superamento delle prove concorsuali. Nei riguardi di questi ultimi è stata adottata, in conformità alla richiesta dell'Ufficio, la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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