Salvataggio Aquilanti spa, il tribunale accoglie il concordato preventivo. Ora la parola passa ai creditori

Sabato 11 Gennaio 2020
Salvataggio Aquilanti spa, via libera al concordato preventivo. Ora la palla passa ai creditori per accettare o meno le proposte economiche di realizzo. 

Un comunicato della società viterbese, attiva nel settore delle forniture termoidrauliche per edilizia con sede a Viterbo, ha reso noto che il Tribunale di Viterbo, presieduto da Maria Rosaria Covelli, con la relazione di Antonino Geraci, ha pubblicato il decreto del 10 gennaio 2020 sull’ammissione della proposta presentata dalla spa. Aperta dunque la procedura di concordato preventivo.

«Si tratta della più rilevante procedura di concordato mai presentata ed ammessa dal Tribunale di Viterbo. Il piano - informa la Aquilanti - prevede la continuità dell’attività d’impresa in via diretta da parte della spa, la quale opererà per il tramite di un perimetro più snello ed efficiente rispetto alla precedente conformazione aziendale, seppur rimanendo presente nelle tre regioni Lazio, Umbria, Toscana». Il concordato potrà, a questo punto, essere votato dai creditori.

Il consiglio di amministrazione - composto da Antonio Maria Aquilanti presidente, Stefano Albrizio e Armando Cappuccio consiglieri delegati, i soci, gli agenti e tutti i dipendenti (sono circa 100 nel Viterbese) sono «fortemente determinati nel perseguire gli obiettivi di business prefissati nel piano concordatario, a beneficio complessivo di clienti, fornitori e creditori», aggiungono dalla societa.

Ottimismo sugli obiettivi previsti, definiti "perseguibili e realistici" e confermati dai risultati ottenuti nel secondo semestre 2019. La Aquilanti spa è assistita dagli avvocati Francesco Carbonetti, Fabrizio Carbonetti e Luca Pasquini sulla procedura di concordato; da Saverio Signori e Simone Amati sugli aspetti finanziari e contabili. L’attestazione di fattibilità del piano è stata resa da Francesco Ricotta. Quale commissario giudiziale è stato confermato Giovanni Angelo Cabras.

A marzo 2019 si era aperta la vertenza per l’azienda di via Garbini, nel capoluogo, con la richiesta di concordato a fine febbraio per rientrare dei debiti con banche e fornitori. © RIPRODUZIONE RISERVATA