GOVERNO

Beppe Sala: «Non sono così sicuro che si faccia il governo». E poi critica Roma

Giovedì 22 Agosto 2019 di Franca Giansoldati
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​Beppe Sala: «Non sono così sicuro che si faccia il governo». E poi critica Roma

RIMINI Il Sindaco della capitale economica del Paese osserva con dolore Roma e il suo rovinoso declino, incapace come è di innalzarsi e costruire un orizzonte di successo. «Roma ha perso del tempo e si è indebolita molto sui servizi pubblici generali, e questo non è un fattore da poco perchè quando non ti funzionano bene trasporti e pulizia è poi difficile montare bene una storia di successo come stiamo facendo a Milano. Pensate al tema delle Olimpiadi: se si è tranquilli di poter ricevere più gente e far funzionare tutto, allora le Olimpiadi sono una opportunità e si prendono a cuor leggero, ma se si è timorosi che già i servizi di base non funzionano ci vuole coraggio a dire sì alle Olimpiadi».

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Il sindaco Beppe Sala al Meeting di Rimini arriva per parlare di smart city e si ritrova con un gruppo di giornalisti a commentare con dolore la parabola negativa della capitale. «E' sempre un fatto di base di servizi che devono funzionare. Roma ha perso molto tempo. E' in una situazione di declino, una situazione difficile, e io lo dico essendo legato a questa città avendoci vissuto. Da sindaco di Milano posso dire che il futuro di una città deve essere costruito sui servizi di base». 

Naturalmente Sala non si sottrae alle domande sulla crisi politica. A suo parere ci sono poche probabilità per arrivare ad un accordo per un governo duraturo. Più probabile le elezioni. «Credo che ci siano serie possibilità che si vada a votare, non è facile trovare un accordo e non sono così sicuro che si vada a un nuovo governo, lo auspicherei anche, sarei favorevole a un governo che duri almeno tre anni, sono fra quelli che in tempi non sospetti avevano detto che con i 5 Stelle bisogna anche parlare».

A chi gli chiede se guiderà una lista di centro sinistra, risponde sornione: «Io candidato premier del futuro? Se c'è una cosa che funziona in Italia è Milano, città che oggi ha bisogno ancora di me. Io oltre tutto sono felice di esserlo e certamente non vorrei cambiare. Però non mi tiro indietro come dispensatore di contributi, non farò mancare idee e stimoli, Ho ancora davanti 20 mesi alla fine del mandato da sindaco. Poi si vedrà».

Sala elenca poi la road map per far uscire dal pantano l'Italia.«Le cose da fare ci sono, ma sono complesse e richiedono tempo: serve un governo che veramente duri. Pensate al tema fiscale: o crediamo alla Flat tax al 15 per cento, oppure pensiamo a una seria riforma fiscale che richiedebbe un sacco di tempo, perché oggi il 75 per cento delle tasse viene pagato dalla classe media e c'è molta evasione». Quanto ai nomi che circolano come possibile presidente del Consiglio aggiunge: «Se fosse per una questione di nomi saremmo proprio un povero Paese, e un po' lo siamo». E ancora: «Se deve essere un governo che dura, il mio auspicio è che si faccia un governo e che non si vada a votare. Ma non può essere basato su un contratto che si mette giù in pochi giorni. E poi è necessario che si passi dalle parole ai fatti, ai contenuti veri. Per esempio, per quanto riguarda la questione ambientale».

Sala parla anche dell'autonomia, e del decreto spacca Italia, uno dei punti per i quali i governatori leghisti avrebbero spinto Matteo Salvini a innescare la crisi. «Questo Paese non può continuare a pensare in futuro di avere 8mila Comuni, 88 provincie, 20 regioni e 14 città metropolitane. Altrimenti, si va a schiantare. Il tema dell'autonomia è una scorciatoia, che non risolve la questione. La gente al Nord chiede autonomia, e io sono d'accordo. Autonomia sì ma secessione no, cercando di fare le cose seriamente. Non bisogna sfuggire ai temi complessi, ma oggi sono perplesso che si possa venire fuori dalla crisi facilmente».

 

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