Morto in Svizzera a 98 anni Jean Starobinski, il principe della critica letteraria

Thursday 7 March 2019
Aveva ricevuto le lauree honoris causa dalle più prestigiose università del mondo, era membro dell'Accademia delle scienze morali e politiche, dell'Institut de France e dell'Accademia Nazionale dei Lincei. All'età di 98 anni è morto a Morges in Svizzera Jean Starobinski, il principe della critica letteraria, una figura unica del panorama internazionale. Il grande studioso era nato a Ginevra il 17 novembre 1920 da genitori ebrei che avevano lasciato la Polonia per studiare medicina nella città di Calvino. Starobinski era professore onorario di Storia delle idee e di letteratura francese nell'Università di Ginevra (1958-85) e la sua attività si è inserita nella tradizione di studiosi svizzeri (da A. Béguin e M. Raymond a J. Rousset) che ha contribuito al rinnovamento della critica letteraria.

La sua vasta produzione saggistica annovera importanti studi su Montaigne, Rousseau e Baudelaire, ha ricevuto nel 1984 il Premio Balzan. Einaudi ha pubblicato i suoi libri «L'occhio vivente», «Il rimedio nel male. Critica e legittimazione dell'artificio nell'età dei Lumi», «A piene mani. Dono fastoso e dono perverso», «Azione e reazione. Vita e avventure di una coppia» (2001), «Montesquieu» e «L'inchiostro della malinconia». È autore di saggi fondamentali come «Jean-Jacques Rousseau. La trasparenza e l'ostacolo» (Il Mulino), «Montaigne. Il paradosso dell'apparenza» (Il Mulino).

Nel 1958 Starobinski ottiene il dottorato in lettere con una tesi dedicata a Rousseau. I suoi studi di medicina e poi una formazione in psichiatria lo portano a interessarsi della depressione e di ottenere nel 1960 il titolo di dottore in medicina, svolgendo attività negli ospedali di Ginevra e di Losanna. Ha insegna principalmente letteratura francese ma anche storia delle idee e storia della medicina nelle università John Hopkins di Baltimora (Usa) e di Basilea, come pure al Collège de France di Parigi e al Politecnico federale di Zurigo.



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