Il Perugia vola con Falcinelli: «I miei gol sono pieni d'amore»

Lunedì 15 Settembre 2014 di Remo Gasperini
Così parlava un girone e più fa. Quando dopo tre gol in altrettante partite era stato super protagonista del Perugia lanciato in vetta alla classifica di serie B. Poi l'inevitabile rallentamento, la crisi, e la rinascita. E ora di nuovo la serie A nei sogni, con un derby già giocato e vissuto da protagonista nel bene e nel male, e un altro in arrivo che può dire tanto. Diego Falcinelli e il Perugia, una storia d'amore



«Ho dentro una grandissima voglia di fare bene con la maglia della mia città e in ogni partita scendo in campo per dare il 300 per cento». Detto fatto. Dalla prima partitella in famiglia ai match di coppa passando per le amichevoli, Diego Falcinelli ha sempre segnato. Uomo di parola che ha fatto le fortune del Perugia che sta dominando la serie B non da matricola qual è, ma da ritrovata grande provinciale del calcio italiano. Ad appena 23 anni, ma con alle spalle già 92 partite e 13 gol in serie B, Falcinelli è un profeta in patria perché è perugino di primi calci e di prima fede sportiva.



MOMENTO MAGICO

Quando parla del Perugia gli occhi gli brillano, quando segna arriva al limite dei lucciconi perché sta vivendo un momento magico come atleta e come uomo. A ottobre è diventato papà: «Sarà una bambina, l'evento è per fine ottobre – ha rivelato - e con la mia compagna Angela, che è di Foligno (ha partecipato a Miss Italia 2008, ndr) sono stato sempre d'accordo: in qualunque posto avrei giocato la bimba sarebbe nata a Perugia. Ci tengo troppo, da qui non si scappa». E c’è da capirlo che ci tiene. Perché lui Perugia ce l’ha dentro. Come ha dentro il Grifo: «Da ragazzino il Grifo guidato da Cosmi lo vedevo dal vivo, Serse lo conosco bene e sono amico del figlio. Ma anche dopo il Perugia l'ho sempre seguito. Per dire: alla partita decisiva col Frosinone, quella della promozione in serie B al Curi c'ero anch'io. Tutto bellissimo: grande spettacolo di pubblico, grande vittoria meritata dal Perugia».



DALLA PONTEVECCHIO

E adesso al Perugia che merita c’è lui, un centravanti fisico ma anche agile e tecnico che ha cominciato a vincere da sedicenne alla sua prima esperienza negli allievi del’Inter, dove era arrivato dalla Pontevecchio. In nerazzurro nel 2008, allenato da Bernazzani, diventò campione d’Italia. Una squadra di "saranno famosi": con lui segnava Mattia Destro; e giocavano Caldirola (ora al Werder Brema), Santon (New Castle) e Obi rimasto all’Inter. Poi ci ha messo ad esplodere. Nel suo curriculum stagioni in D alla Pontevecchio, in C al Foligno e in B alla Juve Stabia. Non ha avuto fortuna al Sassuolo che ne detiene il cartellino (al Perugia è in prestito). Nelle ultime due stagioni Falcinelli ha giocato nel Lanciano e l’anno scorso ha segnato appena 4 gol ma stabilito un record che lo ha frenato nella classifica marcatori: ha colpito sette volte il palo. Ora però la butta dentro: «Ho scelto Perugia – ha spiegato - perché è la mia città, è una piazza importante ed è ora che io faccia il salto di qualità».



CAMPIONATO DIFFICILE

E quando gli è stato chiesto come una squadra può fare strada in B lui ha detto: «È un campionato difficilissimo e lungo. Alla fine si decide tutto per 1 o 2 punti. Più che i nomi contano carattere corsa e soprattutto il gruppo. E noi a Perugia lo stiamo costruendo». Carattere corsa e senso del gruppo che Diego Falcinelli sta dimostrando sul campo. E che questo deve essere l’anno della svolta lo dimostra anche la scelta del numero della maglia: «Con Sassuolo e Juve Stabia ho sempre avuto il 26, ho voluto il 9 anche per un fatto di scaramazia». E funzione, ha proprio ragione. Ultimo aggiornamento: 16 Aprile, 17:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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