Diego Buono (Cassa geometri): il welfare sostenibile va oltre la vita professionale

Diego Buono (Cassa geometri): il welfare sostenibile va oltre la vita professionale
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Intervista a Diego Buono, presidente della Cassa italiana di previdenza ed assistenza dei geometri liberi professionisti (Cipag) riguardo le misure welfare potenziate a favore degli iscritti

Considerata l’emergenza che stiamo vivendo: quali sono le azioni welfare messe in campo dalla cassa geometri? Quali i focus scelti per interventi mirati?

Con l’inizio della pandemia la cassa si è focalizzata su assistenza, salute e sostegno al reddito senza escludere i piani già in atto di welfare e protezione. Per l’assistenza, la nostra polizza assicurativa attiva ormai da un decennio è sempre stata ampia, ed è stata poi ulteriormente potenziata in questo tragico anno. Già prevedeva una diaria di 155 euro in caso di ricovero, ora ampliata con un rimborso in caso di contagio e ricovero, per la terapia intensiva e anche per il decesso. Per offrire un’assistenza a 360° ai nostri iscritti, abbiamo lavorato sulle risorse umane mettendo in atto il decentramento nelle sedi collegiali, favorendo un’assistenza sia in presenza che telefonica. Attivando una convenzione con una compagnia assicurativa, abbiamo predisposto un consulto medico h24 dedicato non solo al Covid-19 ma anche alle malattie oncologiche e cardiovascolari affinché si potessero non trascurare gli altri bisogni sanitari. Come ente abbiamo istituito delle “previdenze straordinarie”: oltre a quelle erogate dalla compagnia assicurativa abbiamo aggiunto misure di sostegno erogate direttamente dall’ente con un contributo che poteva variare dai 1500 ai 10000 euro. Per il sostegno al reddito abbiamo anticipato circa 120 milioni di euro che sono stati poi stornate dallo Stato. Abbiamo inoltre attivato una convenzione con la nostra banca tesoriera del micro credito, attraverso la quale i corsi di istruttoria e pre-ammortamento sono stati pagati direttamente dall’ente permettendo agli iscritti di richiedere dei finanziamenti senza l’obbligo di dover anticipare le somme. Una boccata d’ossigeno per quei mesi di marzo e aprile del 2020 che ci ricordiamo quanto siano stati difficili con il blocco totale delle attività. Considerata l’emergenza pandemica abbiamo anche implementato molto la formazione online con incentivi alla professione fino agli under 35, per qualsiasi percorso affine all’ambito dei geometri che sia stato svolto al fine di accrescere il proprio professionismo.

Comunicazione: in che modo la cassa dialoga coi suoi iscritti aumentando informazione e consapevolezza?

Siamo un consiglio abbastanza giovane per l’età media dei consiglieri. Già prima della pandemia abbiamo svolto un tour collegio per collegio sul territorio nazionale per evidenziare e approfondire la cultura di conoscenza dei nostri prodotti welfare. Quello della cassa geometri è un metodo di decentramento comunicativo che avviene attraverso infografiche, mail, lettere informative. A tale scopo, il nostro canale istituzionale è un portale utile, insieme anche alla app della cassa e ai social, per rispondere immediatamente a qualsiasi richiesta. Siamo anche in procinto di lanciare il nuovo sito che a giorni sarà online.

Cosa pensa delle dichiarazioni del neo presidente della Commissione parlamentare di controllo sugli Enti gestori di previdenza privata, Tommaso Nannicini riguardanti una più equa tassazione che possa favorire il welfare?

Condivido pienamente. Quello sollevato da Nannicini è un tema che da tempo noi cerchiamo di far emergere sia come ADEPP che come cassa geometri. Trovo abbastanza inconcepibile che siamo tra le poche nazioni europee a ricevere una simile tassazione come ente di previdenza: i nostri investimenti fatti con lo scopo di valutare i contributi degli associati vengono trattati invece come speculativi, imponendo una tassazione giunta ormai fino al 26%. Come è altrettanto inconcepibile che i fondi non obbligatori siano invece tassati al 20%. Tutto ciò sottrae risorse al welfare, che sta invece diventando sempre più importante per le persone, non solo come professionisti. I contributi versati e anticipati sono convertiti in pensione, quello che riceviamo come contributo integrativo dobbiamo usarlo come montante contributivo per l’assistenza welfare, il mantenimento dell’ente, il sostegno alle prestazioni. Non abbiamo bisogno di risorse, che fortunatamente ci sono, ma abbiamo bisogno che queste risorse siano destinate internamente per sfruttare al meglio i nostri risultati e che non siano disperse con la tassazione. La sostenibilità implica che il contribuente sia accompagnato lungo tutto il percorso di vita, non solo durante quella professionale.

Qual è il welfare funzionale a colmare il gender gap, che possa andare oltre la specificità “rosa” ed essere paritario e inclusivo?

Abbiamo messo in atto delle azioni a favore delle quote rosa, e questo ha determinato negli ultimi anni un ripopolamento della platea da parte delle colleghe. La nostra categoria è salita negli ultimi anni fino al 16% per quanto riguarda la crescita della presenza femminile, anche il comitato si è popolato di 28 membri su 150. Per quel che riguarda l’aspetto previdenziale, per ogni figlio viene levato due anni di reddito negativo per un max di 5 anni; stiamo predisponendo inoltre provvedimenti che vadano a sostegno dei periodi di allattamento, cure pediatriche, azioni straordinarie per gravidanze a rischio, supporto in caso di stalking e aumento dei bonus baby sitting oltre a quelli statali. Uno dei problemi più importanti da affrontare è il calo demografico, è perciò importante pensare a una pianificazione welfare che possa andare verso la risoluzione di una simile emergenza.

Il futuro del welfare integrato e il ruolo delle Casse: cosa c’è e cosa manca?

Oltre alle misure già evidenziate, uno dei nostri focus di azione è rivolto ai giovani, sostenuti all’inizio dell’attività professionale con contributi ridotti a un quarto per i primi due anni e ridotti alla metà fino al quinto. Considerando che i contributi diventano prestazione, facciamo sì che si abitui l’iscritto, attraverso la conoscenza e l’informazione, alla contribuzione obbligatoria. Favoriamo inoltre l’accesso al credito per l’avviamento alla professione, con il sostegno della nostra banca di microcredito. Poiché accompagnare l’iscritto lungo tutto il percorso significa essere presenti agli inizi, permettiamo un facile accesso ai corsi di formazione e congiuntamente stiamo lavorando anche sull’aggregazione professionale, fattore determinante per la crescita rilevato attraverso degli studi effettuati. C’è ancora molto da fare e credo che si potrebbero ampliare queste forme di sostegno aumentando le risorse dedicate all’assistenza al reddito nei momenti di crisi professionale, sempre più necessaria in un periodo storico come quello che stiamo vivendo.

Lucia Medri

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Mercoledì 21 Aprile 2021, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 11:00
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