Bergamaschi a Roma in festa per il loro Papa: nella loro Arciconfraternita studiò Roncalli

Mercoledì 23 Aprile 2014
La pagella di Papa Roncalli
“La mia cara Arciconfraternita”: così papa Roncalli definiva l'associazione dei bergamaschi a Roma che, per ricambiare l'affetto, si mobilita per la canonizzazione del 27 aprile.



L'arciconfraternita dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi a Roma ha organizzato infatti, nella sua sede di via di Pietra 70, una mostra che resterà aperta tutto il mese di aprile, dalle 11 alle 13, dal lunedì al venerdì, con ingresso libero.



Da seminarista, sacerdote, arcivescovo e Papa, Roncalli ha sempre coltivato una relazione con la sua cara Arciconfraternita perché era molto legato alla sua terra natia e alle sue origini contadine e quindi l'interesse per la vita religiosa e civile di Bergamo e dei bergamaschi è sempre stato forte.



Per realizzare la mostra, si è attinto alla documentazione inedita proveniente dall'archivio storico dell'Arciconfraternita, che conserva immagini e documenti autografi che raccontano il forte legame di Angelo Giuseppe Roncalli con l'antico sodalizio dei bergamaschi in Roma, del quale egli fu confratello e consigliere e con il Nobile Collegio Cerasoli, di cui fu alunno.



Accolta nell'elegante ambiente settecentesco dell'Oratorio dei Bergamaschi, l’esposizione annovera molti documenti originali tra cui spiccano i certificati di nascita e penale di Angelo Roncalli presentati per l'ammissione al Sodalizio nel 1922, nonché le pagine dei registri delle assemblee che elencano tra i consiglieri nominati anche il nome del rev. Angelo Roncalli.



Pagine che abbracciano un periodo di quasi mezzo secolo e permettono di far conoscere recensioni, notizie, comunicazioni, relative alla carriera del futuro papa.



Dalla pagella in Seminario alle lettere mentre era in Bulgaria: i documenti in mostra all’Arciconfraternita. Il percorso dell'esposizione inizia con la domanda che il giovane chierico Roncalli presenta nel 1900 in risposta al bando di concorso con cui il Nobile Collegio Cerasoli, fondato a Roma nel 1640, metteva a disposizione dei “giovani bergamaschi avviati al sacerdozio”: tre posti gratuiti per lo studio della Sacra Teologia presso il Seminario Romano Maggiore di Roma; Roncalli risulta tra i più meritevoli e prosegue gli studi con ottimi voti, come riportato sulle pagelle esposte: 3 (il massimo dei voti) in Studio, 3+ in Pietà e 3+ in Disciplina.



In una lettera del 21 luglio 1904, indirizzata agli Amministratori, Roncalli, avendo conseguito la laurea, chiede che gli venga concesso “il consueto premio” oltre al “solito sussidio per le spese di viaggio”, per tornare a casa in vista dell’imminente ordinazione sacerdotale. E, ancora una volta, i bergamaschi romani lo aiuteranno.



Non a caso, Roncalli partecipa attivamente alla vita del Sodalizio dei bergamaschi negli anni in cui rimane a Roma a servizio di Propaganda Fide, come testimoniato dai documenti in mostra, compresa una fitta corrispondenza, scambiata con il Presidente dell’epoca, mentre era Visitatore Apostolico in Bulgaria.



La Chiesa dei Bergamaschi e le reliquie di Giovanni XXIII. I pellegrini che passeranno a via della Pietra per la mostra, potranno approfittare anche per vedere la chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro a piazza Colonna, alle spalle dell’Oratorio dei Bergamaschi, dove è conservato il ritratto di papa Giovanni XXIII del pittore bergamasco Natale Bertuletti, donato all’Arciconfraternita dal Pontefice stesso nel 1960.



Sotto il quadro è esposto un reliquiario, che custodisce uno zucchetto di Papa Roncalli. Il prezioso oggetto è stato offerto nel 2007 all’Arciconfraternita dall’Arcivescovo Loris Francesco Capovilla, già suo segretario.



Proprio questa chiesa ospiterà un ulteriore festeggiamento, all'indomani della canonizzazione di Giovanni XXIII, lunedì 28 aprile. Nel pomeriggio, alle ore 17.30, è in programma la lettura di alcuni brani dal “Giornale dell'anima”, celebre libro del Papa bergamasco e alle 19.00 un concerto del coro finlandese “Audite” offerto al Sodalizio dall'associazione no profit “Vivere in musica”, che eseguirà la prima mondiale dell’“Inno a S. Giovanni XXIII”, di Daniela e Raffaella Sabatini e il brano “Passacaglia” di Lodovico Roncalli, oltre a canti religiosi tradizionali di autori vari. Ultimo aggiornamento: 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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