Volano gli stracci nel Pd. Alfieri lascia la segreteria provinciale: «Volevano mettermi il bavaglio»

Domenico Alfieri
di Annalisa Maggi
4 Minuti di Lettura
Domenica 2 Ottobre 2022, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 15:42

Domenico Alfieri si dimette dalla segreteria provinciale del Pd e scatena la bufera dentro e fuori il partito. Non bastava il video imbarazzante di Ruberti e la batosta rimediata alle elezioni politiche. Ci pensa il sindaco di Paliano a scatenare pubblicamente la guerra nel Pd lavando i panni sui social. Attraverso facebook ieri mattina Alfieri ha annunciato le dimissioni irrevocabili dalla segreteria provinciale del partito con una bordata 2.0 destinata ad avere ripercussioni sul dibattito interno e non solo. «Mi aspettavo che qualcuno tentasse di mettermi il bavaglio, di far passare sbagliato esprimere il mio pensiero pubblicamente sulle cause della disfatta del Pd alle ultime elezioni politiche» è l'incipit del J'accuse alflieriano. «Mi si vuole impedire di parlare invocando le regole del partito e il rispetto degli organi statutari. La sorpresa è che il rispetto degli organi del partito lamenta Alfieri - viene invocato solo quando fa comodo a qualcuno. La direzione provinciale, di cui tra l'altro non faccio parte, non è stata convocata né per decidere, né tanto meno discutere o ratificare le candidature al parlamento della nostra provincia decise in non so quale altra sede. In quella occasione fa notare ironicamente Alfieri - probabilmente non si riteneva opportuno rispettare gli organi di partito. In quella occasione non era necessario, chissà perché. Due anni fa mi si chiese invece di far parte della segreteria provinciale del Pd con la delega agli enti locali». L'esponente del Pd rivendica di essere «uno dei pochi ed ultimi sindaci della nostra provincia iscritto al Pd» che, secondo Alfieri, si vorrebbe fare fuori. Di qui la scelta di dimettersi «per togliere dall'imbarazzo qualcuno».

«Il Pd ha perso, ha perso il centrosinistra e da questo dobbiamo ripartire» riporta una nota di Enrico Pittiglio, capogruppo in consiglio provinciale. «Ho l'impressione che si stia perdendo di vista l'obiettivo comune prosegue Pittiglio - tanto che qualcuno rivendica lo zerovirgola in piu di cinque anni fa, o chi ricopre ruoli di vertice vorrebbe appiopparci gli spiegoni sugli errori, sulle correnti e via dicendo». Tra le risposte al post di Alfieri, invece, si legge quella di Martina Innocenzi, responsabile organizzativa del Pd di Frosinone, già segretario provinciale dei Giovani Democratici: «Ti dimetti da una segreteria provinciale che ha visto la tua partecipazione due, tre volte in due anni scrive la Innocenzi - La stessa segreteria che ha assunto quelle decisioni che tu sostieni essere state calate dall'alto, che si è occupata delle elezioni di quegli enti locali dei quali tu sei stato responsabile non pervenuto, che, senza di te, ha affrontato la discussione sulle candidature al parlamento e ha costruito momenti di confronto e iniziativa politica. Perché comunque alla discussione collettiva hai sempre preferito i post su Fb e gli articoli sulla stampa». Dalla segreteria provinciale a quella locale del Pd la posizione del sindaco di Paliano ha dato il via a un vero e proprio fuoco incrociato di accuse. «Tu chiedi democrazia a livello provinciale scrive Stefano Pacciani da Paliano - ma mi pare che a livello locale non ti comporti democraticamente, caro Domenico. Hai osteggiato per un anno il fatto di discutere democraticamente di politica locale anche a livello di direttivo del Pd di Paliano. Non credo che tu abbia il diritto di indignarti perché ti sei comportato esattamente come quelli che oggi critichi».
Annalisa Maggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA