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L'avvocato delle parcelle choc era stato segnalato, il giudice: «Perseguita i clienti»

L'avvocato delle parcelle choc era stato segnalato, il giudice: «Perseguita i clienti»
di Marina Mingarelli
3 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 09:16

Negli ambienti forensi è stato soprannominato il legale dalla denuncia facile. Lui è un avvocato romano che, a causa delle denunce presentate nei confronti dei suoi stessi clienti, è diventato un caso mediatico. La stessa trasmissione "Le Iene" dopo aver ricevuto decine e decine di segnalazioni che riguardavano parcelle d'oro richieste da questo principe del foro, gli ha dedicato qualche tempo fa un ampio servizio. Tra le presunte vittime oltre all'imprenditore di Anagni il quale si è visto recapitare una parcella da 300 mila euro per mandati inesistenti, ci sarebbero anche altri ciociari citati per onorari stratosferici.

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Poco importa se poi a conclusione del processo perde la causa, tanto non paga mai nulla perché risulterebbe nullatenente. Inseguito già dai creditori per circa un milione di euro per sentenze perse che non rifonde, il professionista non avrebbe intestati beni mobili o immobili. L'unico appartamento di sua proprietà finito all'asta è stato riacquistato dalla madre. Nel frattempo però l'avvocato non se la passerebbe affatto male. Il suo tenore di vita non sarebbe affatto male. Vivrebbe in un bell'appartamento e nella sua disponibilità avrebbe auto di grossa cilindrata.

«Inconcepibile che sia concesso ad un avvocato di perseguitare le persone in questo modo», ha dichiarato uno dei tanti clienti finito anche lui nelle maglie dell'avvocato romano. In una delle tante sentenze di archiviazione per cause relative a denunce inesistenti, un giudice come riportato in un documento pubblicato da Le iene ha definito l'imputato «mosso da grave squilibrio e con condotte obiettivamente persecutorie». Il magistrato ha ritenuto opportuno segnalarlo all'ordine degli avvocati per la grave lesione dell'immagine del ruolo dell'avvocatura.

Gli ex clienti pare abbiano difficoltà a trovare avvocati che possano rappresentarli in aula. Non appena apprendono che dovrebbero dare battaglia a quel collega preferiscono glissare. Fortunatamente l'imprenditore anagnino al quale l'avvocato romano ha chiesto una parcella di 300 mila euro (dagli elementi raccolti sembra che per far figurare di essere stato incaricato di più mandati il legale avrebbe apposto delle firme apocrife) che si è rivolto allo studio Pavia di Frosinone ha ben tre avvocati (Enrico Pavia, Pietro Polidori e Davide Salvati) che lo stanno rappresentando. Per una precedente inchiesta c'era stata una richiesta di archiviazione alla quale l'avvocato Pavia si era opposto e che al momento risulta ancora pendente.
 

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