Diritto allo studio e disabilità, la storia di una sedia a rotelle speciale

Giovedì 8 Aprile 2021 di Pierfederico Pernarella
Diritto allo studio e disabilità, la storia di una sedia a rotelle speciale

Una sedia può fare la differenza. Una sedia può essere, ad esempio, il solo mezzo per garantire il diritto allo studio. Quel diritto che la pandemia ci ha fatto scoprire poi non così scontato. Una situazione ora eccezionale per la totalità degli studenti, ma che per altri, anche prima del Covid e purtroppo  dopo, è sempre stata e sarà una condizione di ordinaria, quotidiana, lotta per vedere garantita la possibilità di andare a scuola. Come tutti gli altri.

Le sedie a rotelle, che avrebbero dovuto risolvere il problema del distanziamento nelle aule, sono state un tormentone, ma viene meno da ridere quando si viene a conoscere la storia di una sedia a rotelle speciale. Quella che nei giorni scorsi è stata consegnata alla la scuola primaria "Osteria De Matthaeis " dell'IC Frosinone 1°, Una sedia a rotelle studiata appositamente per le specifiche esigenze di un alunno con grave disabilità che sensa di essa a scuola non avrebbe potuto andarci.

Ad acquistarla, grazie all'interessamento dell'assessore Valentina Sementilli, è stato il Comune di Frosinone da un'azienda artigiana di alta precisione protesica. La sedia è stata realizzata su misura per facilitare la postura del piccolo alunno disabile. Il dirigente scolastico, la professoressa Furlan, ha ringraziato il Comune per la sensibilità e l'attenzione dimostrata «nei confronti del diritto allo studio dei minori con disabilità, sostenendo le famiglie in maniera concreta e fattiva soprattutto in un momento storico complesso e difficile quale questo che stiamo tutti vivendo».

Una sedia può fare la differenza, come la fanno tutte quelle cose che aiutano ad eliminare le barriere, visibili e invisibili, che negano a tanti il diritto allo studio. E chissà se ce lo ricorderemo soprattutto quando finirà questa maledetta pandemia. Quando torneremo alla normalità. Quella normalità che per alcuni non lo è mai stata e mai lo sarà, con o senza Covid.

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