Frosinone, il murale ritrovato dopo 70 anni. Spaziani: «Lo disegnai durante la guerra, ero un bambino»

Domenica 3 Maggio 2020 di Annalisa Maggi
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Ritrova il suo primo murale sotto il giardino dello studio e lo ricostruisce dopo 70 anni. C’era una volta un bambino di 7 anni che graffiò con un chiodo l’intonaco della casetta di campagna dei nonni disegnando col carbone una battaglia aerea tra alleati e tedeschi, avvenimento che ebbe come teatro la periferia di Frosinone, nei pressi del luogo dove sorge quella casetta.

L’episodio bellico rimase talmente impresso nell’immaginario del piccolo testimone che ne fece un murale sulla parete di quella casa. Quel bambino oggi ha 81 anni ed è diventato uno dei simboli della creatività ciociara di cui ha contribuito a “scrivere”, con le sue opere, uno spaccato di storia.

La scoperta nella casa dei nonni - Alberto Spaziani, ottantuno anni, presidente onorario dell’associazione “Centro Inter Arte Pubblica e Popolare”, è un artista che ha dedicato tutta la sua vita alla forma artistica dei murales. Famosi sia quelli realizzati in vicolo Pagliare Bruciate, nel capoluogo, sia quello alla stazione di Ceccano.

«Il murale della battaglia aerea - racconta Spaziani – fu visto da un parroco, Don Luigi Minotti, che mi spinse ad intraprendere la carriera artistica. Mi iscrissi all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, intraprendendo la strada che mi portò a diventare un muralista».

Come ogni anno, in prossimità della ricorrenza del 25 aprile, Spaziani è solito mettere a dimora nell’orto-giardino dell’abitazione di via Prefelci, dove si trova il suo studio, una pianta da frutto o da fiore. «Quest’anno – ci racconta - nel preparare il terreno per piantare un albero di limone, scavando una buca, ho reperito, a circa 20 cm di profondità, mischiati a terra di riporto e calcinacci, dei frammenti di intonaco decorato».

I frammenti ritrovati - Dopo averli estratti con cura data la loro fragilità, si è reso conto, con grande stupore, di aver fatto inconsapevolmente un salto all’indietro, fino alla sua infanzia. «Quei frammenti, con mia grande sorpresa – continua il racconto - sono risultati appartenenti alla parete della casetta di campagna, di proprietà dei miei nonni materni, demolita nel 1950 e che la mia famiglia, qui sfollata durante la guerra, aveva abitato dal 1942 al 1945».

Seppure realizzato con mezzi improvvisati (un chiodo e un pezzo di carbone), la decorazione costituisce il primo murale dell’artista ciociaro.

«Riveste per me una importanza particolare, tanto da impegnarmi ora in un accurato lavoro di restauro con l’assemblaggio dei frammenti per cercare di procedere, sulla traccia di questi piccoli particolari e con l’aiuto della memoria, a una ricostruzione ideale di tutta la scena eseguita nel lontano 1944».
Quando l’opera sarà ricostruita, saremo di fronte a un documento storico di forte valenza culturale e, per l’autore, anche “sentimentale».

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA