La Ciociaria nella morsa dei clan: allarme della Dia nella relazione al Parlamento

La Ciociaria nella morsa dei clan: allarme della Dia nella relazione al Parlamento
di Vincenzo Caramadre
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Domenica 2 Ottobre 2022, 09:19 - Ultimo aggiornamento: 15:48

La crisi finanziaria di tante aziende, aggravata dal protrarsi dell'emergenza pandemica, espone il territorio della provincia di Frosinone ai clan e al malaffare. A lanciare l'Sos è l'antimafia che nella relazione, relativa al secondo semestre 2021, presentata in Parlamento ha individuato nella Ciociaria il territorio con il più alto rischio d' infiltrazioni malavitose. Il nesso tra crisi dell'economia che ha fatto scivolare la provincia di Frosinone al 45esimo posto, su 107, per stato di sofferenza finanziaria è direttamente connesso all'incremento dei reati di usura ed estorsione. Nella relazione di oltre 256 pagine nella quali è stata scattata la fotografia al Paese, nel trattare la regione Lazio, viene detto: «Nel Lazio l'impatto delle ricadute socio-economiche causate dall'emergenza sanitaria ha raggiunto un livello allarmante colpendo nella Regione particolarmente il settore terziario che solo nella capitale rappresenta
il 76 percento del tessuto economico. Significativo il dato della provincia di Frosinone che occupa il 45esimo posto su 107 province monitorate per stato di sofferenza finanziaria».

LA PERMEABILITÀ

In linea generale la Ciociaria, assieme al pontino, resta un boccone appetibile per i clan vista la contiguità territoriale con la Campania. Ed anche in questa griglia Frosinone è maglia nera, posizionata al 22esimo posto, mentre Latina è al 26esimo, Viterbo e Rieti occupano rispettivamente la 44esima e 45esima posizione. Roma al 36esimo. Il settore maggiormente a rischio rimane quello finanziario, ma anche quello commerciale. L'antimafia, infatti, ha confermato che la Ciociaria è meta di soggetti legati, direttamente o indirettamente, ai clan che, tramite professionisti collusi innestano capitali di provenienza illecita nei canali commerciali di vendita all'ingrosso e al dettaglio.

LA LIQUIDITÀ

In un particolare momento storico in cui la pandemia ha decimato la liquidità di imprese e famiglie, la disponibilità dei clan e dei loro sodali resta, per molti l'unico appannaggio. «Il fattore comune di rischio determinante per tutte le infiltrazioni mafiose - scrive l'Antimafia -continua ad essere rappresentato dalle considerevoli riserve di liquidità delle consorterie mafiose. Si tratta dell'elemento che costituisce il principale mezzo di persuasione e credibilità dei sodalizi criminali soprattutto nei confronti dei settori più colpiti e indeboliti proprio dalle conseguenze della pandemia». Non a caso sono aumentate, in tutto il Lazio, le segnalazioni da parte di istituti di credito di operazioni sospette.

I GRUPPI

La gestione diretta di attività economiche da parte dei clan in provincia di Frosinone è stata intercettata nei locali di gioco e scommessa con particolare interesse ai videopoker, alle slot machine, alle sale bingo e alle scommesse sportive. «Nel settore dei giochi trovano ampia possibilità di riciclaggio i Casalesi e i clan napoletani Licciardi, Di Lauro, Mazzarella e Misso», si legge nella relazione. Ma è stata confermata, soprattutto nella zona di Cassino la presenza dei clan Venosa e Mallardo nonché per la vicinanza all'area del casertano si registrerebbe l'influenza del anche clan Belforte di Marcianise.
Come nel resto del Lazio, anche a Frosinone e provincia accanto agli storici gruppi organizzati sono spuntati sodalizi definiti «autoctoni», di matrice rom e non, dediti principalmente ad estorsioni, usura e traffico di stupefacenti.
Vincenzo Caramadre
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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