La Coldiretti: "Pioppi e indennizzi:
beffati centinaia di contadini"

Mercoledì 5 Dicembre 2018

C’è un paradosso che si nasconde dietro lo scandalo della Valle del Sacco.
Se da un lato, infatti, finora nessun inquinatore ha pagato, ci sono centinaia di contadini che, invece, hanno pagato di tasca propria e poi sono stati beffati dalla Regione.
Per capire la loro odissea occorre fare un passo indietro di 13 anni, quando, per la contaminazione da beta HCH, 1600 ettari di terreni vicini al fiume Sacco, furono interdetti alla coltivazione. Ebbene, da allora non solo quei terreni sono ancora oggi interdetti (è vietata qualsiasi coltivazione), ma nessun risarcimento è stato concesso alle aziende agricole che hanno perso parte dei loro poderi.
A gridare allo scandalo è lo stesso direttore della Coldiretti, Pietro Greco: «Sono passati 10 anni da quando la Regione indusse le aziende agricole a piantare i pioppi lungo gli argini del fiume. Gli agricoltori avrebbero avuto un duplice vantaggio: avrebbero sanato i terreni e, nello stesso tempo, sarebbero stati risarciti. Ebbene, da allora, i pioppi sono cresciuti, sono stati anche tagliati, ma i coltivatori non sono stati mai risarciti e, nello stesso tempo, i terreni non sono stati mai svincolati. Per cui, ancora oggi, è vietato coltivare in quelle aree».
Pietro Greco è un fiume in piena. E riprende: «Voglio ricordare che poco più di un anno fa partecipai ad un incontro in Regione, presso l’Assessorato all’Ambiente, per affrontare questo problema. Ebbene, alla fine la Regione decise di emanare un Bando al quale i coltivatori avrebbero dovuto rispondere entro due giorni. Tutta la mia organizzazione si impegnò, giorno e notte, per raccogliere e compilare i moduli per le domande. Ebbene, anche quel Bando, che prometteva indennizzi in tutta fretta, è finito nel dimenticatoio. E nessuna azienda ha ricevuto un centesimo di indennizzo. Uno scandalo».
Dunque, oggi la Coldiretti, con forza, torna a porre l’attenzione su questa ferita aperta chiedendo sostegni concreti alle aziende agricole. «A distanza di oltre 10 anni dalla perimetrazione delle aree contaminate con la conseguente interdizione per le attività di coltivazione e allevamento – prosegue Pietro Greco - ad oggi non è stata ancora avviata alcuna operazione di bonifica».
Parole, solo parole, un fiume di parole.
Così come lettera morta è rimasto il progetto del Distretto agro-energetico della Valle dei Latini…che, tra gli altri ambiziosi obiettivi, prevedeva la creazione di un distretto agro-energetico. Tutto fumo. Solo fumo.

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