Il business dei metalli preziosi dietro la raffica di furti di marmitte, un arresto dei carabinieri

Il business dei metalli preziosi dietro la raffica di furti di marmitte, un arresto dei carabinieri
di Vincenzo Caramadre
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Venerdì 17 Settembre 2021, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 13:32

Ladro di marmitte arrestato dai carabinieri a Ceprano. Si tratta di un campano di 44 anni. L'uomo è stato sorpreso nei pressi della stazione ferroviaria mentre armeggiava all'interno di una Volkswagen Polo per asportare la marmitta e rimpinguare il florido mercato nero dei metalli rari e costosi come rodio e palladio contenuti nel catalizzatore. L'accusa per il 44enne, di origini campane, ma residente a Campobasso, è di tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale.

Tutto è iniziato nella tarda serata di mercoledì, quando la pattuglia dei carabinieri della Stazione di Pico, nel transitare dinanzi alla stazione ferroviaria di Ceprano nota un'insolita scena.

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Ad attirare l'attenzione dei militari, in particolare, è stata la presenza di un uomo, identificato di lì a poco nell'arrestato, che armeggia all'interno dell'auto in sosta. Ma stranamente la stessa auto era stata sollevata lateralmente con un cric e a qualche metro all'esterno del mezzo vi era un frullino a batteria. I carabinieri sono subito intervenuti ed hanno intimato all'uomo di scendere dall'auto, ma lui per tutta risposta con una mossa repentina, ha spintonato uno dei militari per darsi alla fuga, dunque ha opposto resistenza.

Tutto inutile perché nel giro di poco è stato immobilizzato e ammanettato, perché gli investigatori dell'Arma ipotizzano che l'arrestato sia stato colto mentre tentava di rubare la marmitta alla Polo.
Il campano è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia di Pontecorvo in attesa del rito direttissimo che, con ogni probabilità, si terrà oggi, ma nei suoi confronti è anche stato proposto il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Ceprano per i prossimi tre anni.

I precedenti a Cassino

Stava per consumarsi a Ceprano è solo l'ennesimo furto di catalizzatori. Solo la settimana scorsa, l'8 settembre, a Cassino c'era stato il doppio furto nel giro di poche ore di due Fiat Panda, tra via Volturno e via Cimarosa. Entrambe i mezzi sono stati ritrovati poche ore dopo a ridosso delle sponde del fiume Rapido, ma senza catalizzatori. La sorpresa successiva al furto per il proprietario di una della Fiat Panda è stata nello scoprire come alcuni in autoricambi siano lievitati i prezzi dei catalizzatori.

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«Dire che sono stato derubato una sola volta è riduttivo: qualcuno voleva anche lucrare sulla vendita dei catalizzatori. Dopo il furto - racconta una delle vittime - mi sono attivato per rimontare il pezzo alla mia auto, nella zona ho trovato prezzi esorbitanti: tra 1500 a 3 mila euro. Visto che la mia Fiat Panda vale sui 2500 euro sono stato tentato dal rinunciare. Nell'ultimo tentativo in rete, ho scoperto che in tutti gli autoricambi del nord Italia i catalizzatori si acquistano a non più di 300 euro. In pratica i ladri li ho incontrati due volte».
 

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