Emergenza rifiuti, gli impianti e i sindaci aspettano un provvedimento della Regione

Emergenza rifiuti, gli impianti e i sindaci aspettano un provvedimento della Regione
di Pierfederico Pernarella
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Lunedì 25 Ottobre 2021, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 14:55

Sono ore decisive per evitare il caos rifiuti in provincia di Frosinone. Le sorti dell'emergenza sembrano essere legate alle decisioni di Roma. Gli impianti disponibili ci sono, ma tutti attendono un provvedimento della Regione Lazio. Questa ad esempio è la posizione della Csa di Castelforte, nel Sud pontino, abilitato a ricevere i rifiuti provenienti da una raccolta differenziata superiore al 65%. Dalla società fanno sapere che senza un'ordinanza non intendono dare seguito alle richieste pervenute dai Comuni. Primo perché si trovano in un Ato diverso, quello di Latina. Secondo perché c'è il problema dello zinco che ha determinato il blocco dell'attività dell'impianto Saf di Colfelice.

D'altra parte la Regione Lazio si è comportata così, firmando un'ordinanza, per gestire l'emergenza che nel luglio scorso, a seguito della chiusura per tre settimane della Rida di Aprilia, ha interessato la provincia di Latina. In quel caso i rifiuti vennero inviati agli impianti Csa di Castelforte, Ecosystem di Roma e Saf di Colfelice. Nel caso dell'emergenza di questi giorni in provincia di Frosinone, invece, la Regione, con una nota inviata a firma del dirigente Wanda D'Ercole, si è limitata a sollecitare i Comuni a trovare autonomamente un impianto.

Problema diverso, ma che in qualche modo chiama in causa sempre la Regione, lo pone la Rida di Aprilia. La società, che in questi giorni ha ricevuto decine di richieste dai Comuni ciociari, ha assicurato che ha la capacità per soddisfare l'intero fabbisogno provinciale, peraltro senza tenere conto dei limiti della percentuale della differenziata, ma ha anche precisato che vuole rassicurazioni, con le opportune certificazioni, sul problema dello Zinco. Chiarimenti che possono essere dati da Arpa, magari su sollecitazione dalla stessa Regione.

Le richieste dei sindaci

I sindaci e il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, sono stati chiari: la Regione deve adottare poteri straordinari per individuare un impianto. Il ragionamento degli amministratori ciociari è semplice e un tantino risentito: «Perché per le emergenze delle altre province, Roma e Latina, sono state fatte delle ordinanze ad hoc e la provincia di Frosinone se n'è dovuta sempre fare carico, mentre ora i Comuni ciociari vengono lasciati soli a gestire il problema?».
Il presidente della Provincia Pompeo ha annunciato che se entro oggi non ci saranno risposte dalla Regione convocherà l'assemblea dei sindaci per mettere a punto un'azione unitaria. Aprendo di fatto uno scontro istituzionale.

Il giallo dello zinco

Resta poi il giallo dello Zinco, il metallo inquinante che sarebbe all'origine dell'emergenza stando alle comunicazioni di Saf. Da dove è spuntato fuori? Il problema, da quello che si è potuto verificare, si era già presentato ad agosto quando l'Arpa negli scarti trattati dalla Saf e inviati nella discarica di Albano, trovò valori di Zinco due volte superiori ai limiti di legge. E sempre in quella circostanza risultò, ben quattro volte superiori ai limiti di legge, anche l'indice respirometrico, che indica la capacità di trattamento di un impianto nel separare la frazione secca da quella umida. E se il problema dello Zinco potrebbe non essere dipeso dalla Saf, quello dell'indice respirometrico attiene invece un aspetto fondamentale del trattamento effettuato nell'impianto che si era rivelato inadeguato.
 

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