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Coronavirus, Locatelli: «Avevamo previsto il calo, ma non sarà un'estate normale»

Coronavirus, Locatelli: «Avevamo previsto il calo, ma non sarà un'estate normale»
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Aprile 2020, 06:39 - Ultimo aggiornamento: 12:44

«Mi faccia dire che è una delle giornate più belle della mia vita. Non ho paura a riconoscere il peso di questa affermazione. Avevamo previsto una diminuzione dei morti. Ma una cosa è la previsione, un'altra l'evidenza dei fatti». Il professor Franco Locatelli (ordinario di Pediatria alla Sapienza e Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia del Bambino Gesù di Roma) è il presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Originario della provincia di Bergamo, tra le più martoriate dall'emergenza coronavirus, fa parte del comitato tecnico scientifico che sta dando indicazioni al Governo in questi giorni drammatici.

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I dati di ieri, con una flessione del numero dei ricoverati e dei decessi, sono incoraggianti? «Assolutamente - dice il professor Locatelli - sono decisamente dei numeri che danno ulteriore evidenza di quanto sia stata giusta la scelta di intraprendere misure di contenimento e distanziamento sociali. Provi a fare questa riflessione: in due giorni siamo calati di più di 200 morti, si tratta di un dato impressionantemente gratificante. Ed è importante vedere diminuire i ricoveri nelle terapie intensive ma anche negli altri reparti».
 



Qualcosa è cambiato.
«È importante che questo Paese ora cominci a fidarsi delle scienza. Ci eravamo accorti che era diminuita la pressione sui pronto soccorso, che si era ridotto l'indice di contagiosità e sapevamo che, con qualche giorno di ritardo, questo avrebbe portato a un calo delle persone decedute».

Non siamo però fuori dall'emergenza.
«Certo, questo risultato non deve essere letto come la fine del problema. Mi consenta una semplificazione: è come un alunno che si accorge che studiando prende buoni voti, ma deve continuare a impegnarsi ancora a lungo per la promozione. I bei voti devono essere una incentivazione».

Il centro sud sta tenendo.
«La Lombardia e altre regioni del nord stanno pagando il prezzo più alto. Però nel centro sud, anche in regioni marcatamente popolate come il Lazio o la Campania, i numeri restano sotto controllo. Se il centro sud non avesse tenuto, sarebbe stata una tragedia ancora più grande. Ci sono regioni anche largamente sotto i mille casi. Va dato atto ai cittadini e ai sistemi sanitari di questa regione di avere avuto un comportamento maturo. Ma bisogna continuare ad avere massima attenzione. Quando sarà il momento di un allentamento delle misure di distanziamento sociale, con la ripresa delle attività produttive, tutto dovrà avvenire con la massima cautela. E ci dovrà essere una vigilanza costante per intervenire per fermare ogni focolaio che dovesse svilupparsi. Lo dico chiaramente: non sarà un'estate come quelle del passato, qualche limitazione resterà. E dovremo ragionare settimana per settimana».

LE FESTE
A Pasqua e Pasquetta non rischiamo di compromettere i risultati ottenuti? «Queste festività vanno vissute in modo differente, rispettando le misure di distanziamento sociale e proteggendo le nostre categorie più deboli, gli anziani e coloro che hanno delle patologie. Ci saranno altri giorni di Pasqua e Pasquetta nelle nostre vite, quest'anno il regalo più importante che possiamo farci è confermare i numeri di oggi».

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