Maria Latella
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Donne, voglia di futuro oltre la difesa dalla violenza

Lunedì 25 Novembre 2019 di Maria Latella
Donne, voglia di futuro oltre la difesa dalla violenza
In Italia le donne sono alle prese con la difesa di una cosa essenziale, la loro vita, visto il numero crescente di femminicidi che costringe a consacrare al tema e contrassegnare di rosso una giornata, quella di oggi, per evitare che la gente dimentichi, si abitui allo stillicidio di donne uccise. 

A Parigi, al Carousel du Louvre, è andato invece in scena nei giorni scorsi il Women’s Forum, l’incontro annuale nel quale le donne misurano i passi avanti compiuti e le prossime sfide. Erano centinaia, ragazze e adulte, europee, africane, indiane, cinesi, americane. Le ragazze non hanno più il tailleur, vestono abiti lunghi, piuttosto. L’uniforme giacca e pantalone resiste tra le baby boomers. Ma nessuna qui faceva caso a come ci si veste, anche se ci sono molti relatori che arrivano dal mondo del lusso e tra i più apprezzati Francois Henry Pinault, il signore di Gucci, Bottega Veneta, insomma Kering. 

Per tre giorni la Davos delle donne, come con visione un po’ maschilista viene sempre definito questo annuale appuntamento al quale Christine Lagarde non è mai mancata (stavolta non c’era per motivi di Bce) ha messo insieme i due argomenti forti del momento: la cavalcata delle donne e l’urgenza di salvare il pianeta dai nostri stessi tentativi di ammazzarlo. Sotto l’attenta regia della managing director, l’italiana Chiara Corazza, la tre giorni ha riunito grandi nomi del business, come il già citato Pinault, e politici francesi come Marlene Schiappa o la giovane Brune Poirson, Segretaria di Stato al Ministero dell’Ecologia, donne di potere come Valerie Jarret, braccio destro e confidente di Barack Obama prima e durante gli anni della Casa Bianca, e rappresentanti Onu come Michelle Bachelet, ex presidente del Cile.

Sul palco o nelle sessioni più ristrette si è discusso di come i grandi brand possono coniugare sostenibilità e business. Ci sono presidenti e Ceo di multinazionali della bellezza e del largo consumo, tutti apparentemente convinti di dover fare qualcosa. Molti già stanno facendo. Il grande tema ovviamente è la difesa dell’ambiente che, concordano tutti gli interventi, appassiona e coinvolge soprattutto le donne. Non solo le ragazze della generazione Greta. Tutte le donne e di tutte le classi sociali perché, osserva Chiara Corazza, «le donne sono madri e comunque abituate a guardare al futuro».

Brune Poirson, giovane Segretaria di Stato all’Ecologia, racconta come la Francia sta avviando la sua battaglia contro la plastica, a quanto pare con minori problemi di quanto non ne incontri al momento il governo italiano. Per coerenza, nella tre giorni del Women’s Forum non un solo bicchiere di plastica si è presentato nei veloci buffet e anche il ciclo dei rifiuti è stato organizzato per evitare sprechi.

Il gran finale è affidato all’attrice Kristin Scott Thomas e Michelle Bachelet, alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo ed ex presidente del Cile. Ora vive a Ginevra, sede del suo nuovo ruolo, ma segue ovviamente quel che sta accadendo nel suo Paese.

«In Cile la situazione è preoccupante - riconosce Bachelet -. Spero che si arrivi ad un accordo, ma negli anni le diseguaglianze si sono acuite troppo e la gente non ce la faceva più». Le diseguaglianze, già. Non solo tra uomini e donne. Diseguaglianze all’origine di tante rivolte in corso nel mondo. Magari sarà il tema del prossimo appuntamento qui a Parigi. 
Ultimo aggiornamento: 00:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA