G20, le proposta del Women’s Forum per la parità di genere

G20, le proposta del Women’s Forum per la parità di genere
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Giovedì 26 Agosto 2021, 19:26

Dedicare il 3% del 15% delle imposte globali che saranno in futuro pagate dalle grandi imprese (come stabilito dal G20) alla parità di genere nel settore Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Per realizzarla è fondamentale dedicare 4,5 miliardi di euro l’anno per non meno di 10 anni, combattendo così gli stereotipi contro le donne nel settore scientifico e rendendo loro attraente il mondo Stem. E' una delle proposte lanciate da Chiara Corazza, special representative di Women’s Forum - piattaforma con sede a Parigi nata con la missione di dare voce alla visione delle donne per la costruzione di un'economia e di una società più inclusive - per il G20 e il G7.

“Se da un lato, l’attuale crisi economica, sociale e sanitaria rischia di annullare i risultati raggiunti negli ultimi decenni in termini di parità di genere, dall’altro questa pandemia rappresenta un momento unico per modificare i paradigmi della nostra economia e della nostra società, creando così un mondo migliore a beneficio di tutti” ha evidenziato la Corazza al vertice di Santa Margherita Ligure, prima conferenza sulle donne nell'ambito del G20, sotto presidenza italiana. “Al Women’s Forum for the Economy & Society siamo convinti che il cambiamento può davvero partire dai Paesi del G20, per questo oggi presentiamo qui il nostro piano d’azione”.

Il secondo spunto proposta da Corazza riguarda l’istituzione di programmi di formazione Stem dedicati alle donne, di carattere nazionale e duraturi nel tempo. Per far questo sarà cruciale, spiega Corazza, “creare una sinergia fra pubblico e privato, coinvolgendo ad esempio le università e le Ong per mettere in piedi appositi programmi di formazione e sviluppo delle competenze”. Basti pensare che nel caso dell’Italia, le donne laureate in questo settore sono poco più del 15% contro il 34% degli uomini, più del doppio.

La terza proposta del Women’s Forum riguarda una sfida innovativa come quella dell’intelligenza artificiale, agevolando e incentivando questa tecnologia tramite un credito d’imposta ad hoc per le aziende che ne faranno un uso inclusivo adottando un approccio gender-responsive nel suo sviluppo e nella sua distribuzione. Questo investimento ne garantirà il migliore utilizzo a beneficio di tutta la società, garantendo un accesso equo fra i generi anche alle professioni del futuro.

Una parità di genere che, qui in Italia, non è percepita dai cittadini, come dimostra lo studio Barometro G7 2021 di Women’s Forum for the Economy&Society e Ipsos. Il 56% della popolazione ritiene che nel campo dell’Intelligenza Artificiale le donne abbiano meno chances degli uomini, generalizzandolo al mondo del lavoro nel suo complesso si arriva ad un 70% che pensa che una donna abbia meno possibilità di successo sul lavoro rispetto ad un collega maschio. Solo manovre a favore dell’inclusione potranno invertire questo trend e questa percezione, apportando di conseguenza benefici alle imprese ed alla società; punto su cui i cittadini dei Paesi dell’area G20 concordano: 8 su 10 ritengono infatti una priorità la riduzione del gender gap.

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