Statali, aumento con le pagelle: fino a 1.500 euro ogni tre anni

Per i funzionari un massimo di sei scatti in base ai voti e all’esperienza maturata

Statali, aumento con le pagelle: fino a 1.500 euro ogni tre anni
di Andrea Bassi
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 00:01 - Ultimo aggiornamento: 11:42

Tra 1.247 euro e 1.518 euro per i funzionari. Una forbice che va dai 616 fino agli 840 euro per gli assistenti. E, infine, aumenti tra 281 e 460 euro per gli operatori. Sul tavolo del rinnovo del contratto l’Aran, l’agenzia che tratta per il governo, ha finalmente messo le prime cifre. Si tratta delle cosiddette progressioni economiche orizzontale, una sorta di “scatti” che saranno legati alla valutazione dei dipendenti e alla loro esperienza professionale. La bozza del nuovo contratto, presentata dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, prevede il superamento delle vecchie aree (prima, seconda e terza), con la creazione di un nuovo ordinamento professionale per i pubblici dipendenti diviso in quattro “contenitori”: quello degli operatori, quello degli assistenti, quello dei funzionari e, infine, la neonata area delle “alte professionalità”.

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Ognuna di queste nuove aree avrà uno stipendio di ingresso uguale per tutti i dipendenti, al quale si andrà ad aggiungere un «differenziale stipendiale» legato alla valutazione data dai dirigenti al dipendente, oltre alla sua esperienza professionale e ad altri parametri che saranno determinati dalla contrattazione integrativa, come per esempio i titoli di studio. Ogni dipendente che fa parte di una delle “famiglie” professionali, potrà avere fino a sei scatti. Si potrà concorrere ad una progressione economica ogni tre anni (anche se l’arco temporale è ancora oggetto di trattativa). I dipendenti che sono già in servizio manterranno ovviamente il loro stipendio e, in più, avranno la possibilità di concorrere alle progressioni economiche. 

LA POSIZIONE
Il presidente dell’Aran Naddeo ha indicato, come detto, una forbice minima e una massima dell’importo delle progressioni di carriera. Ora toccherà ai sindacati decidere. Gli “scatti” dovranno essere finanziati con i fondi delle amministrazioni e, dunque, se l’accordo si attesterà sulla cifra più bassa, il numero di dipendenti che potrà concorrere agli aumenti sarà maggiore. Viceversa, se si andrà verso la parte alta della forbice, allora si ridurrà il numero massimo di “scatti” attribuibili da ciascuna amministrazione. 

Le amministrazioni, comunque, avranno probabilmente più risorse da poter destinare alle “carriere” dei propri dipendenti. Nella manovra che il governo si appresta ad approvare in settimana, ci sarà una norma che eliminerà il tetto ai fondi. Un tetto introdotto nel 2017 e che vincola le risorse per le progressioni di carriera al massimo a quelle stanziate nel 2016. Il governo, inoltre, stanzierà una somma tra i 200 e i 250 milioni da destinare sempre al nuovo ordinamento professionale. A cosa serviranno queste ulteriori risorse? A diverse cose. L’intenzione è quella di utilizzarle sia per le progressioni orizzontali (ossia il passaggio da un’area a un’altra), sia per effettuare un riequilibrio tra gli stipendi all’interno del comparto delle funzioni centrali.

IL MECCANISMO
Non tutti i dipendenti che si trovano all’interno del comparto, pur avendo inquadramenti identici, hanno gli stessi stipendi. In alcune amministrazioni, come l’Inps o l’Agenzia delle Entrate, le retribuzioni sono superiori a quelle dei ministeri. L’intenzione sarebbe, insomma, quella di usare gli stanziamenti della legge di Bilancio per iniziare a ridurre i divari. 

Un altro passaggio delicato riguarda, invece, la cosiddetta “quarta area”, quella delle elevate professionalità. In pratica l’area quadri del settore privato. Una scatola che, ha confermato il presidente dell’Aran Naddeo, nascerà vuota, nel senso che nessuno degli attuali funzionari della Pubblica amministrazione accederà in automatico nell’area. Che invece accoglierà nel prossimo futuro coloro che saranno assunti nell’ambito dei concorsi destinati all’assunzione delle professionalità necessarie ad attuare il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Un passaggio delicato riguarderà anche la retribuzione di questi “quadri” della Pubblica amministrazione. La struttura dello stipendio sarà più simile a quella dei dirigenti che a quella dei funzionari, con parte della retribuzione legata alla posizione ricoperta e ai risultati raggiunti. Il prossimo incontro tra Aran e sindacati è stato fissato per i 3 novembre. Dunque la firma del contratto non ci sarà, come aveva auspicato il governo, entro la fine di questo mese.
 

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