Recessione, Boccia (Confindustria): agire subito, a gennaio dati persino peggiori

Giovedì 31 Gennaio 2019
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Recessione, Boccia (Confindustria): agire subito, a gennaio dati persino peggiori
«Bisogna reagire quanto prima», dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, alla luce della recessione del Paese. Agire subito in modo da compensare» il rallentamento dell'economia globale e dell'Italia, cominciando ad aprire «immediatamente» i cantieri, su cui ci sono risorse già stanziate, compresa la Tav. «Noi abbiamo adesso il problema del rallentamento, a gennaio avremo un rallentamento ancora superiore rispetto al trimestre scorso», aggiunge.

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Su questo il presidente di Confindustria, in occasione di una conferenza stampa con Business Europe, insiste: «Speriamo che il governo faccia propria l'idea di aprire subito i cantieri, e senza voler fare polemiche, a partire dalla Tav». È «una manovra economica compensativa che non fa deficit», rimarca Boccia, rilanciando il fattore tempo. «Dobbiamo reagire di fronte al rallentamento dell'economia globale e della Germania. Era ed è evidente che ci sarebbe stato un rallentamento anche dell'Italia, un Paese ad alta vocazione all'export. Questo significa non fermarci alla constatazione dei dati, ma evidentemente prendere atto della nuova fase e costruire delle misure compensative della manovra economica: aprire immediatamente i cantieri, ci sono risorse già stanziate per oltre 26 miliardi, che superano i 30 miliardi se si considera anche la Tav. Bisogna aprirli quanto prima, si pone una questione temporale oltre che sostanziale», afferma Boccia.

«Non è una questione di trovare le colpe degli altri, ma di dare una soluzione nell'interesse del Paese, mettendo il lavoro e l'occupazione al centro», prosegue.ÿE «siccome abbiamo una fase di rallentamento che viene dall'economia globale, la reazione dell'Italia deve essere su due assi: investimenti privati e pubblici». Quanto ad un referendum sulla realizzazione della Tav, per Boccia «sposta nel tempo una questione che abbiamo a breve. Noi abbiamo adesso il problema del rallentamento. Se aspettiamo e spostiamo decisioni che vanno a dilatare i tempi, non si aiuta la crescita del Paese». Dunque, conclude, «apriamo i cantieri quanto prima, poi vediamo se servono altri correttivi».
Ultimo aggiornamento: 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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