Pensioni opzione donna, si torna al passato: ecco perché ci sarà la proroga di 6-8 mesi. Il nodo dei figli

Scaglioni e criterio figli, le novità

Pensioni opzione donna, si torna al passato: ecco perché ci sarà la proroga di 6-8 mesi. Il nodo dei figli
di Mario Landi
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 10:31 - Ultimo aggiornamento: 20:01

Opzione donna: ipotesi proroga di sei mesi, forse otto, dei "vecchi" criteri in attesa di mettere davvero mano al settore. Un modo per raccordare la portata degli annunci alla realtà innescata dalle modifiche introdotte alla manovra e poi a loro volta cambiate perché è stato fatto notare, soprattutto dai sindacati, che la platea effettivamente raggiunta si riduceva a ben poca cosa. Senza dimenticare le polemiche su criterio di un figlio, o due o più da calcolare per stabilire l'età di ingresso.

 

Oltre alle caregiver (coloro che assistono malati o invalidi), le stesse invalide civili, le "licenziate" e le dipendenti di aziende in crisi è stata introdotta la soglia anagrafica ovvero un insieme di 35 anni di versamenti a 60 anni con riduzione di questa età di un anno per chi ha un figlio e due con due o più figli (58 anni). Secondo i conti dei sindacati la platea possibile fluttua da 2.900 lavoratrici a 870, ovvero poco più del nulla. 

Così sul tavolo è spuntata la possibilità di una proroga temporanea, si parla di 6 mesi, di conservazione dei vecchi criteri che non prevedevano, fra l'altro, il criterio dei figlio in odore anche di violazione della Costituzione

Il testo della manovra è ora in Parlamento ma per mettere nero su bianco qualsiasi modifica toccherà attendere la metà di dicembre quando entreranno nel vivo le votazioni sugli emendamenti. La proroga sarebbe di pochi mesi perché estenderla alla durata di un anno costerebbe 110 milioni.

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Intanto sale la tensione fra governo e sindacati: il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti rivendica il coraggio di un'operazione che guarda soprattutto «ai giovani» mentre la Cgil chiama la piazza indicendo una manifestazione dei pensionati per il 16 dicembre. E sulla manovra più in generale il leader della Cgil Maurizio Landini non esclude scioperi territoriali. Ai sindacati non va giù una manovra che «tratta i pensionati come un bancomat».

Sono tante infatti le risorse che il governo è riuscito a «risparmiare» dal taglio delle indicizzazioni degli assegni: una minor spesa di 10,2 miliardi in tre anni, a fronte di misure sul fronte previdenziale (da quota 103 all'incremento delle minime) che costa poco più di 3,4 miliardi. Difende però la linea del governo il ministro dell'Economia: «Prende risorse dalla previdenza, ma per metterle sulla famiglia, sui figli - puntualizza - perché senza figli non ci sarà riforma delle pensioni che sia sostenibile.

Contro la norma in manovra intanto si scagliano le opposizioni. «Sbagliato discriminare in base ai figli», afferma Mariastella Gelmini di Azione. «È palesemente incostituzionale», rincara +Europa.

 

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