G20 innovazione, Di Maio lancia polo italiano in California per sostenere le start-up

Il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio durante il G20 Innovation League a Sorrento
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Martedì 12 Ottobre 2021, 18:25

L'Italia avrà il suo primo Centro di cultura e innovazione all'estero per dare impulso alle proprie start-up. E lo farà a San Francisco, «città iconica», come l'ha definita Luigi Di Maio che andrà «a brevissimo» a inaugurarlo di persona. L'intenzione, ha spiegato il ministro degli Esteri presentandolo in occasione del G20 Innovation League di Sorrento che si è chiuso lo scorso fine settimana, è quello di creare «un'antenna» che attraversi gli Stati Uniti e non solo, e che richiami insieme start-up e finanziatori, in sostanza «metta insieme domanda e offerta, idee e fondi».

Era stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio nella sua visita alla Silicon Valley esattamente due anni fa a deplorare «l'incapacità» del Sistema Italia («troppo abitudinario rispetto alle novità») di aiutare le nostre start-up, costrette a cercare finanziamenti all'estero. Poi è arrivata la pandemia, e il mondo - Italia compresa - è stato costretto ad accelerare sulla via dell'innovazione digitale. E così l'ecosistema delle start-up italiane, che «ha già mostrato dinamismo e resilienza durante la pandemia, conta oggi su migliaia di fiorenti team e aziende»: basti pensare che il loro numero è cresciuto «dell'8% nel 2020 e di un ulteriore 14% nei primi sei mesi del 2021». Ora è il momento di accelerare, soprattutto con l'internazionalizzazione.

«Siamo convinti che la contaminazione tra le catene produttive tradizionali e le soluzioni innovative sia la chiave per realizzare una crescita migliore, più sicura, più sostenibile ed equa», ha spiegato Di Maio dal palco del Teatro Tasso, ricordando anche il lancio, insieme all'Ice, del Global Startup Program. «Aiuta 150 startup italiane ad aumentare le proprie opportunità di business all'estero attraverso una concreta collaborazione con incubatori internazionali», ha detto il ministro, nello «stesso spirito che ci ha ispirato nel promuovere» l'imminente Polo di cultura e innovazione.

A Sorrento si sono incontrate per la prima volta nella storia del G20 - in presenza e online - 150 start-up di oltre 20 Paesi che hanno potuto presentare a imprese e investitori le loro soluzioni innovative e sostenibili alle sfide globali, dal clima alla salute, le prime emergenze da affrontare nella ripresa post-Covid. Cinque i temi attorno ai quali le varie realtà digitali si sono confrontate: le tecnologie pulite, l'Intelligenza artificiale, l'Internet delle cose (IoT), il futuro della mobilità e quello, appunto, della sanità. Al termine della giornata dieci start-up sono state premiate, tra cui l'italiana Zerynth, nella categoria 'IoT and Wearables', per una piattaforma in grado di accelerare la trasformazione digitale delle aziende. «Si tratta - spiega una nota - di un ecosistema di strumenti hardware-software (integrabili alle tecnologie IT esistenti) che consentono ad esempio il monitoraggio per ottimizzare i processi industriali, il consumo di energia, la manutenzione predittiva e il retrofit delle macchine industriali». 

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