CORONAVIRUS

Coronavirus, i sindacati: sospendere le attività non essenziali

Sabato 21 Marzo 2020
Coronavirus, i sindacati chiedono di sospendere le attività non essenziali per fronteggiare l'emergenza. «La Cgil, come finora ha sempre fatto, chiede al Governo un ulteriore atto di responsabilità per evitare che la paura della gente si trasformi in rabbia: vanno sospese tutte le attività che non sono essenziali», dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in una dichiarazione diffusa al termine della videoconferenza che si è tenuta questa sera tra Governo, sindacati e imprese.

«Serve un provvedimento del Governo che stabilisca quali attività possano essere sospese. In quelle essenziali - sottolinea il leader della Cgil - vanno garantite le norme di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale, come previsto nel protocollo firmato la settimana scorsa da Governo e parti sociali. Inoltre, vanno date risposte, certezze e indicazioni a chi lavora per garantire i servizi essenziali a tutti noi». Per Landini «il Governo deve fare una norma generale per tutto il Paese per combattere il virus e salvaguardare la salute di tutti. Contemporaneamente si devono rafforzare le misure a sostegno delle imprese in modo particolare garantendo la necessaria liquidità». «Si deve pensare anche - aggiunge il segretario generale della Cgil - a come dare forza ai nostri settori strategici attraverso un fondo nazionale che possa sostenere le filiere fondamentali del paese. Deve passare il messaggio che tutto ciò che facciamo è finalizzato a vincere la guerra contro il Covid-19 e a costruire il futuro, del nostro Paese. Dobbiamo valorizzare il lavoro a distanza e garantire la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. E soprattutto - prosegue - dobbiamo oggi essere in sintonia con il sentire della gente. È nostro compito non lasciare solo nessuno». ‪«Questo significa che le misure devono essere prese su tutto il territorio nazionale perché - conclude Landini - dobbiamo evitare che la situazione peggiori anche nelle zone dove le condizioni sembrano oggi meno preoccupanti».

«Abbiamo chiesto al presidente del consiglio Conte di sospendere temporaneamente tutte le attività produttive non indispensabili e non necessarie in tutto il paese per prevenire il contagio», sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. «Vanno salvate le filiere agroalimentari,la farmaceutica con la produzione delle mascherine e gli altri dispositivi, definendo bene nei servizi quali attività essenziali sono indispensabili, questo vale per i trasporti, per le telecomunicazioni, per le poste, per le banche. Va poi lasciata ai prefetti nelle zone di maggior contagio, la scelta di varare misure più restrittive in accordo con le amministrazioni locali. Il Governo si è riservato di decidere nelle prossime ore. Abbiamo chiesto anche un fondo di garanzia per garantire la necessaria liquidità alle imprese».

«Il virus continua a mietere vittime e il Protocollo per la sicurezza dei lavoratori, firmato la scorsa settimana, non ha ancora dispiegato sino in fondo tutti gli effetti», afferma il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. «Non tutte le imprese hanno proceduto alla sanificazione e molte non applicano ancora i contenuti del Protocollo. Nella Pubblica Amministrazione, poi, ci sono ancora lavoratori presenti nelle sedi, mentre potrebbero fare lo smart working. I trasporti urbani, ad esempio, potrebbero essere limitati ad alcune fasce orarie. A questo punto, dunque - ha sottolineato Barbagallo - non sono per fare esperimenti limitati: bisogna intervenire, ora, con più rigidità, per evitare che il virus si diffonda ulteriormente e per poter riprendere, poi, con maggior slancio l'attività produttiva: non ha senso lavorare, oggi, solo per riempire i magazzini. Peraltro, finalmente l'Europa ha sospeso il Patto di stabilità: lo chiedevamo da tempo». 


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