Congedo di 10 giorni ai padri ed estensione anche per le mamme: la rivoluzione Bonetti

Mercoledì 9 Ottobre 2019
Congedo di 10 giorni ai padri ed estensione anche per le mamme: la rivoluzione Bonetti

Una rivoluzione rosa ma con tinte che virano anche al celeste. Quella che sta disegnando la ministra Elena Bonetti è una nuova idea di famiglia, dove il peso dei figli non è solo sulle spalle delle donne (alle quali intende prolungare il congedo di maternità) e dove anche i papà 'devono' stare a casa per godersi la paternità. Un'idea che vede, per i bambini dagli 0 ai 3 anni, l'asilo nido gratuito e per i genitori un assegno mensile per ciascun figlio a carico. Misure attuabili già nella prossima manovra, preme la maggioranza, e che intanto sono delineate nella nota di aggiornamento al Def. La copertura però, al momento, ci sarebbe solo per i nidi e per il congedo di paternità.

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«Ministro delle famiglie», come si è definita oggi Elena Bonetti, «perché sono convinta - anche in ragione della mia esperienza di madre ed educatrice - che non esista un modello unico di famiglia», la ministra ha le idee molto chiare: «Intendo lavorare al prolungamento del congedo delle mamme e favorire più efficaci politiche di conciliazione, al fine di alleggerire il carico di cura per le donne non soltanto in riferimento ai bambini, ma anche a tutti i familiari non autosufficienti».

Dunque il prolungamento del congedo non riguarderebbe solo i figli ma anche familiari malati la cui cura e accudimento spesso ricadono sulle donne. Ma sulla maternità l'impegno della ministra è dedicato. Basti pensare, ha comunicato oggi l'Istat, che cresce il numero delle donne che rinviano la gravidanza o che ci rinunciano del tutto.

Ad oggi il congedo per la maternità obbligatorio è riconosciuto per 5 mesi, due mesi prima e tre dopo il parto o anche diversamente modulabili. C'è poi il capitolo che riguarda il congedo di paternità che la ministra vorrebbe raddoppiare facendolo passare da 5 ad almeno 10 giorni. E sull'assegno unico, una misura di cui beneficerebbero gli incapienti (che non usufruiscono, ad esempio, delle detrazioni per familiari a carico visto che non pagano tasse) ma anche i lavoratori autonomi, al momento esclusi dagli assegni familiari, in manovra non c'è ancora una copertura totale, si parla di circa 10 miliardi necessari: il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha lanciato l'altolà sulle ipotesi di declinare in chiave familiare il bonus Irpef di 80 euro voluto dal governo Renzi.

Ma la ministra non fa retromarcia e annuncia di aver incontrato già la maggioranza: «La mia volontà è arrivare ad introdurre il miglior beneficio possibile per le famiglie, che dia loro più di quanto hanno attualmente. Questo è l'obiettivo e il punto fermo. La definizione della cifra andrà fatta nel quadro di un calcolo complessivo delle risorse, valutando la modulazione delle misure in maniera integrata». Dunque sarà possibile un ritocco verso il basso, ma l'assegno resta. Ma soprattutto, fa intendere Elena Bonetti, serve un'armonizzazione degli interventi a favore della famiglia.

Ultimo aggiornamento: 19:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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