Bollette, il piano taglia-consumi: due elettrodomestici e il contatore si blocca

Gli effetti della proposta della Ue per risparmiare corrente nelle ore di picco. Non sarà possibile utilizzare più di un apparecchio energivoro alla volta

Bollette, il piano taglia-consumi: due elettrodomestici e il contatore si blocca
di Andrea Bassi e Gianni Bessi
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Sabato 10 Settembre 2022, 23:23 - Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 15:32

Tenere accesa lavastoviglie e lavatrice assieme non sarà possibile. E bisognerà stare anche attenti all’uso dei phon, dei ferri da stiro, delle stufe elettriche. Almeno in certe ore della giornata, quelle cosiddette di “picco”. Tra qualche giorno la Commissione europea presenterà il suo piano per ridurre i consumi del 5 per cento nella fascia oraria in cui generalmente le persone tornano a casa e accendono il televisore, iniziano a cucinare, o a fare le lavatrici. La bozza del regolamento europeo indica una via precisa agli Stati: operare attraverso i contatori intelligenti. In pratica, i distributori di energia, potranno operare una sorta di “lockdown” di corrente elettrica durante alcune ore. In che modo? Abbassando la potenza del contatore. Per esempio, una famiglia che ha un contratto per 3,3 kilowattora, potrebbe trovarsene disponibili solo 2,5. Non abbastanza, appunto, per tenere accesa contemporaneamente una lavastoviglie e magari un forno o una lavatrice, se intanto anche il frigo e la tv devono continuare a funzionare. Un forno elettrico assorbe in media 1500-2000 watt, una lavatrice 2.100, uno scaldabagno 1.200.

Qualche giorno fa l’Enea aveva pubblicato un vademecum su come risparmiare corrente e avere bollette più leggere fino a 607 euro l’anno. La riduzione dei lavaggi della lavatrice da uno al giorno a uno ogni 2 giorni, per esempio, comporterebbe un taglio dei costi di 52,29 euro l’anno. Meno lavaggi con lavastoviglie, da 2 a 1 al giorno, farebbe risparmiare 74,69 euro. Il distacco della spina della lavatrice non in funzione, 1,58 euro. Lo spegnimento del frigorifero durante le vacanze, 3,42 euro. L’impostazione del frigorifero a modalità basso consumo, per 15 giorni durante le vacanze, 2,05 euro. Lo spegnimento di Tv, decoder e dvd (senza lasciarli in stand by), 4,53 euro. 

La riduzione del tempo di accensione del forno, 13,78 euro. La riduzione dell’accensione delle lampadine del 13% (un ora al giorno per ogni singola lampadina), 11,72 euro. Ma si tratta di una moral suasion, di azioni volontarie lasciate alla libera scelta dei consumatori. Il punto è che non c’è certezza che poi le famiglie si adeguino a questa “austerity”. La riduzione della potenza invece, renderebbe impossibile sottrarsi ai razionamenti. 
Qual è lo scopo? Non far partire nelle ore di picco le centrali a gas che producono energia elettrica in modo da risparmiare metano. L’altra domanda è quanto gas sarà possibile risparmiare se la Commissione europea effettivamente la prossima settimana darà il via libera a questa misura? Il gas usato per produrre energia per gli usi domestici, vale circa 11 miliardi di metri cubi l’anno. Il risparmio, quindi, sarebbe di poco superiore ai 500 milioni di metri cubi. Non tanto, ma di questi tempi è tutto utile. 

Gli effetti indesiderati 

Eppure secondo alcuni osservatori il “lockdown” dei contatori potrebbe avere effetti indesiderati. La fascia di maggior consumo è la fascia F1, quella che va dalle otto di mattina alle sette di sera. Il picco in genere inizia verso le 18, ed è proprio tra le 18 e le 19 che potrebbe arrivare il taglio alla potenza dei contatori. Ma dopo un po’ le persone si abituerebbero a fare la lavatrice alle 20. Insomma, il picco si sposterebbe solo più avanti. La fascia di abbassamento della potenza dovrebbe quindi essere pensata per evitare questo effetto. È più probabile che diventi una fascia mobile, che colpisca il picco ogni qual volta si forma, piuttosto che avere un orario preciso. Il secondo punto è come sarà realizzato l’abbassamento della potenza. Uguale per tutti? O proporzionale in base ai kilowattora? Per esempio, chi ha scelto di elettrificare completamente la propria abitazione rinunciando al gas, ha generalmente contatori più potenti, da 6 a 10 kilowattora. Se si tagliasse in modo proporzionale, queste abitazioni rischierebbero di rimanere senza beni essenziali come riscaldamento, acqua calda o senza poter cucinare. 

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