Carovita, il rischio ora è il sovraindebitamento . Sempre più persone costrette a scegliere tra bollette, cibo e farmaci

Carovita, il rischio ora è il sovraindebitamento . Sempre più persone costrette a scegliere tra bollette, cibo e farmaci
di Fabio Nucci
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Giovedì 8 Settembre 2022, 07:57 - Ultimo aggiornamento: 07:58

Un fenomeno diffuso che dalla svendita di piccole proprietà a casi di “rate selvagge” si sta presentando in modo sempre più consistente in tutta la regione. Il caro vita spinge molte famiglie a indebitarsi, trovandosi spesso di fronte alla scelta se pagare le bollette o fare la spesa. Una condizione che i vari sportelli di Federconsumatori Umbria stanno quotidianamente affrontando, raccogliendo richieste d’aiuto dirottate anche da servizi sociali e sanitari. Le difficoltà, ormai riguardano indifferentemente famiglie monogenitoriali e professionisti, per un sovraindebitamento alimentato anche da finanziarie e carte revolving.
Sono varie le facce che il ricorso a prestiti o la presenza di debiti sta generando nella regione dove c’è anche chi si ritrova a svendere le sue proprietà pur di mettere insieme liquidità. «L’indebitamento è un rischio che, come dimostra anche l’ultima operazione della Dda di Brescia – ricorda Alessandro Petruzzi, presidente regionale Federconsumatori - sta portando a una penetrazione lenta ma massiccia di teste di legno che in Umbria acquistano case, terreni e attività da commercianti, piccole imprese e famiglie costretti a svendere per non indebitarsi ulteriormente». Si rischia un collasso sociale, almeno stando alle richieste d’aiuto che l’associazione raccoglie quotidianamente e cui cerca di dare per quanto possibile risposte. «I cittadini chiedono aiuto per le bollette, ma anche per il caro vita che in questo periodo interessa anche i costi correlati alla scuola, famiglie che si preparano all’acquisto di libri, materiali scolastico e abbonamenti trasporti». Tema quest’ultimo, sul quale Petruzzi ricorda l’esistenza del bonus pendolari, introdotto dal Decreto aiuti, per il quale occorre fare domanda. «Non capiamo tuttavia perché in Umbria, come fatto in altre regioni, non è stato introdotto un intervento diretto per agevolazioni sul costo del trasporto scolastico».

Una delle ultime testimonianze raccolte da Federconsumatori riguarda una signora con due figli a carico e un lavoro da segretaria in un’azienda del Perugino perso dopo il Covid. «La signora, monogenitore, ha percepito gli aiuti previsti, sta presentando curriculum ovunque ma trovare lavoro dopo i 40 anni non è così facile come si sostiene. Si è rivolta ai servizi sociali i quali hanno preso atto delle sue difficoltà, indirizzandola a noi. Non c’è più neanche chi le ascolta queste persone». Da un altro osservatorio, quello di una farmacia di una cittadina appenninica, arriva la conferma che il disagio ormai riguarda anche il settore medicinali. «Non meno di un mese fa la farmacista ha dichiarato che tanta gente che necessita di medicinali non vitali, integratori per anziani, colliri e altri farmaci da banco, chiedono quanto costa rinviando l’acquisto al mese successivo. Da casi sporadici, stanno diventando numerosi, con persone costrette a scegliere tra bolletta, cibo o farmaci». Situazioni ormai trasversali. «Riguardano anche professionisti che si sono indebitati e talvolta sono indirizzati a noi dalle strutture sanitarie. Persone abituate a un certo tenore di vita e che nelle difficoltà vanno in tilt».
Il rischio, di fronte all’accumularsi di scadenze e rate, è percorrere strade sbagliate. «Sui poveri si sta creando un mercato parallelo fatto di strutture che a pagamento promettono la cancellazione dalla centrale dei rischi, cosa non possibile». Agenzie che operano anche a Perugia che promettono soluzioni per l’indebitamento. «In un caso – racconta Petruzzi - il consumatore ha versato 3mila euro rischiando poi di perdere la casa, non fosse stato per il nostro intervento insieme a Intesa Sanpaolo». L’alternativa è il sovraindebitamento, fenomeno in crescita nella regione. «Ci siamo occupati di cittadini che si sono ritrovati una somma di rate superiore allo stipendio», spiega Petruzzi che mette in guardia sulle carte revolving, che consentono di rateizzare le spese accumulate mensilmente. «Sono proposte con un plafond iniziale di 3mila euro – aggiunge Petruzzi – che - se il cliente paga regolarmente la rata mensile - viene sistematicamente aumentato dalla finanziaria, accrescendo l’esposizione». Senza considerare tassi d’interesse ai limiti dell’usura e un indebitamento che si moltiplica in automatico. «Siamo pieni di richieste di aiuto: ci sono persone che, per questo meccanismo, si sono ritrovati esposti per oltre 7mila euro».

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