Imprese, banche e famiglie: basterà la mossa della Bce?

Venerdì 13 Settembre 2019 di Roberta Amoruso

Non è stata una decisione facile. Mario Draghi conosce bene dove possono arrivare gli «effetti collaterali» di una fase prolungata di una politica monetaria accomodante. Già nel 2015, quando il Qe incassava il plauso dei mercati, parlava del rischio di una «cattiva allocazione delle risorse», lì dove i tassi bassi possono spingere ad accumulare risparmio proprio coloro che si avvicinano all'età pensionabile, delusi dalla scarsa rivalutazione degli asset previdenziali, lasciando i consumi al palo. «Ma questo non porta necessariamente a minacciare la stabilità finanziaria» diceva Draghi. A distanza di anni, oltre alla crescita (onere dei governi, non certo della Bce, ha puntualizzato ieri il banchiere), manca l'ancoraggio dell'inflazione al famoso 2%. E si parla di rischi pesanti per la redditività delle banche. Anche se è presto per evocare la stabilità finanziaria. Allora Draghi ha provato a tendere una mano agli istituti commerciali Ue, in primis quelli italiani, ma anche quelli tedeschi e francesi. Il Qe farà il resto, nel tentativo di agganciare l'inflazione. Basterà? Il rischio è che i costi superino i benefici, se i governi non faranno in tempo il loro mestiere per centrare crescita. E alla fine le ricadute sulle famiglie potrebbero non essere così positive riducendo il loro potere d'acquisto. Anche con lo spread sceso ieri a quota 138.

Draghi, le mosse della Banca centrale europea: taglio dei tassi e più spesa per la ripresa
 

IMPRESE
I finanziamenti Tltro-3 dureranno tre anni anziché due: la Bce fornirà agli istituti Ue liquidità a condizioni ancora più vantaggiose per stimolare il credito e quindi l'economia reale. E dunque il tasso di interesse al quale la Bce presterà questo denaro potrà arrivare anche al -0,5%, a seconda dell'ammontare dei prestiti concessi a famiglie e imprese. Quindi più presti (sono esclusi i mutui per l'acquisto di immobili per evitare bolle speculative) meno interessi paghi alla Bce. E per incentivare ulteriormente le banche a farne uso, il tasso di interesse può scendere anche sotto zero. Quindi le banche ricevono anche dei soldi dalla Bce se prestano denaro. Una buona notizie per le imprese, che avranno più credito e a costi ancora più contenuti.

FAMIGLIE
La liquidità presa in prestito con i Tltro non può essere destinata a mutui casa, ma anche questi ultimi ne risentiranno favorevolmente seppure in modo indiretto. Le banche potranno infatti pagare tassi agevolati sui prestiti per gli altri servizi, e non avranno necessità di rincarare i tassi sui finanziamenti mutui compresi- per diverso tempo ancora. Gli istituti potranno rifinanziarsi a tassi competitivi, visto che devono rimborsare oltre 700 miliardi in scadenza dei vecchi Tltro, e sostenere le proprie offerte sui prodotti come i mutui, senza rialzi degli spread bancari. In attesa delle mosse Bce, il costo dei mutui ha già toccato minimi storici. Sulla durata di 30 anni il miglior tasso variabile è ora allo 0,27% con il tasso fisso più conveniente allo 0,83%.

Obbligazioni
Ci sono due buone notizie per chi ha in portafoglio bond, sia privati che pubblici. Il nuovo Qe da 20 miliardi (che potrebbe anche essere rimpolpato in futuro) è destinato certamente a sostenere il mercato obbligazionario spingendo verso quota 100, se non sotto, anche lo spread Btp/Bund. Ma l'effetto a tenaglia può arrivare anche dai tassi a sconto dei Tltro. Tassi che rendono meno conveniente l'emissione di bond bancari, visto che grazie alle aste Bce gli istituti possono recuperare liquidità e anche guadagnarci, in caso di prestiti a tasso negativo. Diminuendo l'offerta di bond, anche il loro prezzo dovrebbe salire, con un effetto-contagio positivo sui Btp. Di qui i benefici per le azioni del settore bancario.

Banche
Non c'è dubbio che l'ultima mossa di Draghi abbia pensato più ai correttivi delle distorsioni legate alla politica accomodante che alle munizioni per spingere l'inflazione. Così si spiegano le condizioni più favorevoli per i Tltro, in modo da spingere il credito verso l'economia, rendendo a un tempo più agevole il rifinanziamento dei vecchi prestiti Bce in scadenza (nelle operazioni del 2014 e del 2016, le banche italiane si sono aggiudicate il boccone maggiore). Lo sconto sul costo dei depositi (tiering) proprio mentre si porta a -0,5% l'onere dei parcheggio presso la Bce, è un'altra compensazione di quei tassi negativi che tanto minaccia la redditività dei bilanci bancari. Ma resta comunque la compressione dei rendimenti dei titoli di Stato, che penalizza assicurazioni e fondi pensione.

Inflazione
Il declassamento delle previsioni sulla crescita e sull'inflazione da parte della Bce, è la principali ragioni a supporto della decisione del ritorno al Qe, a soli nove mesi di distanza dalla sua fine. Ma potrebbe non bastare a centrare anche questa volta l'obiettivo. E dunque, sottolineano gli analisti di Schroders, il cambiamento annunciato della forward guidance, con l'indicazione che i tassi di interesse rimarranno pari o al di sotto del livello attuale finché l'inflazione non sarà tornata vicina al target del 2%, suggerisce che un ulteriore taglio è decisamente possibile, per i tassi sui depositi (a -0,60%) a dicembre. Purché il faro costante di Francoforte sui prezzi sia contemporaneamente accompagnato dall'azione dei governi, ha avvertito Draghi.

Metalli
Sono un po' tutti i metalli preziosi a festeggiare per le mosse di Francoforte. I futures sull'oro con consegna a dicembre sono volati ieri a 1.515 dollari l'oncia (+0,8%) al mercato di New York, mentre il prezzo spot del metallo giallo è in rialzo a 1.512,25 dollari l'oncia (+1%), nonostante la corsa intorno al 25% da inizio anno. Tocca poi il record storico il palladio, che sale a 1.608,90 dollari l'oncia (+3,3%). Perché tanta euforia? Perché Draghi ha dipinto un quadro non positivo dell'economia Ue, pur confortata dalle misure di stimolo. Quanto basta per far scattare la corsa ai metalli preziosi considerati bene rifugio per eccellenza. E potrebbe non essere finita nell'era dei tassi zero, con oltre 16.000 miliardi di dollari di bond con rendimento negativo nel mondo.

Ultimo aggiornamento: 11:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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