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Bankitalia: nel 2021 ripresa più lenta del previsto ma la manovra darà impulso di 2 punti sul Pil

Martedì 24 Novembre 2020

«La dimensione dell'impulso espansivo dei provvedimenti che il Governo programma con la manovra è significativamente più ampia di quella misurata dalla variazione dell'indebitamento netto; si può valutare che essa sia dell'ordine di circa 2 punti percentuali del Pil in media all'anno nel prossimo biennio». È la stima resa nota da Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, in audizione sulla manovra davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Nel 2023, ha aggiunto, l'impatto sarà invece pari a 1,3 punti.

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«Da un lato la crescita è stata superiore alle atterse e questo indica che la nostra economia conserva una significativa capacità di recupero, tuttavia la recrudescenza della pandemia e le necessarie misure restrittive si stanno ripercuotendo sull'economia, in Italia è in corso un indebolimento dell'attività economica, secondo la nostre indagini nel quarto trimestre è plausibile una flessione del Pil, anche se decisamente più contenuta della primavera ed è probabile che il risultato anno risulti in linea con quanto previsto, ma nel 2021 la ripresa sarà più lenta».

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Le prospettive economiche sono «a rischio a breve termine», ha ribadito Gaiotti, stimando nel quarto trimestre dell'anno una contrazione, «anche se di ampiezza lontana da quella primaverile. La crescita del 2021 sarà probabilmente inferiore a quanto previsto all'inizio dell'autunno. In questo contesto - ha continuato - una risposta efficace e tempestiva all'emergenza è necessaria. Una parte delle risorse della legge di bilancio è opportunamente destinata al sostegno delle famiglie più vulnerabili e dei settori economici più colpiti. Preservare imprese temporaneamente in difficoltà ma fondamentalmente solide è essenziale per evitare che la crisi abbia ripercussioni permanenti; proteggere i redditi delle famiglie è indispensabile, oltre che per contrastare un aumento delle diseguaglianze, per sostenere la domanda, in un quadro congiunturale che rimanedebole e incerto. In prospettiva, passata la fase emergenziale, andranno attentamente valutati i costi di un prolungamento delle diverse misure. È però altresì indispensabile affiancare agli interventi emergenziali misure di più ampio respiro per tornare a crescere stabilmente a ritmi sostenuti», con l'utilizzo delle risorse europee. Gaiotti ha rimarcato anche la necessità di «un progressivo e duraturo rientro dall'elevato peso del debito/Pil che richiederà la massima attenzione alla qualità delle misure in via di definizione e un utilizzo efficace dei fondi presi a prestito e di quelli messi a disposizione dai programmi europei, oltre al necessario aggiustamentodi bilancio quando il quadro macroeconomico sarà più favorevole». 

Sull'assegno unico introdotto con la manovra a partire da luglio prossimo «andranno definiti sulla base di una attenta valutazione dei profili di efficienza e di equità». Andrà in particolare valutata «l'opportunità di contenere gli effetti di disincentivo all'offerta di lavoro che potrebbero derivare dall'utilizzo dell'Isee come indicatore per quantificare l'ammontare del beneficio e la possibilità di correggere la penalizzazione per i figli dei nuclei familiari numerosi beneficiari del Reddito di cittadinanza, con il quale l'assegno sarà congiuntamente erogato» ha poi sottolineato Gaiotti.

Ultimo aggiornamento: 10:30