Alitalia, ricavi giù dell'80%. Un altro rinvio per gli stipendi

Alitalia, ricavi giù dell'80%. Un altro rinvio per gli stipendi
di Giusy Franzese
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Venerdì 4 Giugno 2021, 00:12 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 10:16

Senza lo sblocco dei 100 milioni di euro previsti nel Sostegni bis a favore di Alitalia, la compagnia non è in grado di accreditare sui conti dei dipendenti il 50% degli stipendi ancora non erogato. A lanciare l’allarme sono i commissari straordinari che stanno gestendo l’ex compagnia di bandiera in attesa del passaggio alla newco Ita, durante l’audizione in commissione Bilancio della Camera. Il commissario Gabriele Fava ha parlato di «situazione veramente molto critica dal punto di vista economico e giuslavoristico». Resta sospeso per ora anche il pagamento della quattordicesima «il cui netto si aggira tra 22 e 23 milioni di euro», ha riferito Fava.

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LA CASSA
Non che le casse siano completamente vuote. Come ha precisato il commissario Giuseppe Leogrande, «la dotazione di 350 milioni per far fronte alla crisi di Alitalia dopo la pandemia è soltanto parzialmente utilizzata». In cassa c’è «ancora una dotazione di circa 40 milioni». Risorse che servono anche per far volare gli aerei. E si, perché con l’inizio della stagione estiva e con il piano vaccinale che avanza un po’ dappertutto, le prenotazioni stanno andando abbastanza bene. «Stiamo cogliendo le occasioni della stagione estiva; le nuove prenotazioni nelle ultime cinque settimane viaggiano con delta negativo in una forchetta soltanto tra il 65% e il 41% rispetto agli anni precedenti, in particolare rispetto al 2019. Quindi il trend è positivo» ha detto il commissario straordinario Daniele Santosuosso. Sono assicurati i collegamenti con la Sardegna.
Segnali positivi, che mostrano come gli italiani continuano ad essere fiduciosi e attaccati alla vecchia cara compagnia di bandiera. Ma per il resto «il quadro è impietoso» hanno detto i tre commissari.

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Nel 2020 il traffico ha subìto un calo di oltre il 70% (6 milioni e 314.000 passeggeri contro i 21 milioni e 293.000 del 2019), con un crollo di oltre l’80% nei mesi tra marzo e dicembre 2020. I ricavi sono sprofondati a -80% (590 milioni di ricavi dal traffico passeggeri contro i 2 miliardi e 673 milioni del 2019) con punte del 90% nel periodo marzo-dicembre (264 milioni contro 2,351 miliardi del 2019). A fronte di una situazione così drammatica, ha fatto presente Leogrande, gli aiuti pari a 260 milioni nel 2020 - per quanto consistenti in cifra assoluta - sono stati quasi una goccia nel deserto. Negli altri paesi Ue è andata diversamente, «gli Stati hanno sostenuto le compagnie di bandiera con cifre plurimiliardarie» sottolinea Leogrande. Il commissario ha quindi invocato «chiarezza sulla data di cut-off, certezza sui perimetri e quindi di conseguenza anche sulle procedure» per la transizione a Ita. L’annuncio della compagnia di un ulteriore rinvio sul pagamento degli stipendi ovviamente non è stato accolto bene dai sindacati che confermano lo sciopero nazionale del 18 giugno del trasporto aereo e non escludono ulteriori astensioni. 

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