Boom di polizze anti-Covid per viaggiare in sicurezza. Ma attenzione alle trappole

Boom di polizze anti-Covid per viaggiare in sicurezza. Ma attenzione alle trappole
di Gaia Giorgio Fedi
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Mercoledì 30 Giugno 2021, 11:43 - Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 15:20

Cresce la voglia di vacanze, ma in sicurezza: con l’estate che si avvicina e la prospettiva di una distensione delle limitazioni imposte dalla pandemia, i consumatori desiderano di nuovo partire, cautelandosi non solo contro le brutte sorprese che possono capitare sempre (l’annullamento del volo, la perdita del bagaglio, eccetera) ma in particolare contro possibili conseguenze del Covid. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, 12 milioni di italiani stanno valutando di tutelarsi con una polizza viaggio. Quasi il 7% di chi è in partenza ha già acquistato una polizza e il 40% sta pensando di farlo. E le compagnie assicurative – anche se non tutte allo stesso modo – stanno rispondendo con un’offerta adeguata alle esigenze dei viaggiatori. «La maggior parte degli operatori ha ampliato l’offerta in chiave Covid-19. Prima dell’avvento del Covid, quasi tutte le polizze avevano pandemie ed epidemie come cause di esclusione per l’operatività delle garanzie. Il primo passo quindi è stato rimuovere tali cause di esclusione», spiega Irene Giani, responsabile prodotti assicurativi non auto di Facile.it. «Alcune compagnie, poi, hanno sviluppato moduli e garanzie specifici per la pandemia: per esempio, includendo nella copertura sanitaria una diaria o un rimborso delle spese nel caso in cui si debba prolungare la permanenza nel luogo di vacanza perché si è stati contagiati dal Covid; e prevedendo il rimborso delle spese mediche, la diaria in caso di ricovero, l’invio di medicinali dall’estero», aggiunge Giani.

GLI ESEMPI

L’aspetto più complicato, tuttavia, resta quello della garanzia di annullamento viaggio: è vero che le compagnie si sono attrezzate, offrendo per esempio l’annullamento nel caso in cui l’assicurato o i suoi compagni di viaggio si ammalino, ma restano scoperte le altre cause connesse al Covid, per esempio se a causa del lockdown non si può partire o se lo stato di destinazione chiude i suoi confini. In tal caso il viaggio si perde. E lo stesso vale anche se si cambia idea perché il luogo di destinazione vede un rialzo dei contagi: la polizza non vale. Va detto che agenzie di viaggio e tour operator si sono attrezzati: quindi per evitare brutte sorprese si possono prendere dei pacchetti che prevedono la possibilità di cancellazione anche per libera scelta. In ogni caso, ci sono molti aspetti cui prestare attenzione quando si sceglie una polizza viaggio con garanzie legate al Covid. In primo luogo, «è indispensabile verificare con attenzione le condizioni generali del contratto (e non limitarsi a leggere il prospetto informativo di sintesi), per accertarsi, tra l’altro, che tra le cause di esclusione non ci siano pandemie, epidemie o il Covid-19, nonché che tra le “malattie preesistenti” (che sono generalmente causa di esclusione della garanzia) non rientri anche l’eventuale periodo di incubazione del Covid-19», spiega Alessia Capozzi, avvocato partner di Tonucci & Partners. Inoltre occorre controllare «che la polizza sanitaria preveda una garanzia anche in ipotesi ricovero o isolamento, soprattutto se si intende recarsi in alcuni Paesi che richiedono obbligatoriamente questo tipo di copertura (ad esempio, Argentina, Giordania, Oman)», prosegue. La garanzia di cancellazione «spesso prevede termini specifici da rispettare, in mancanza dei quali può non essere operativa: anche in questo caso va controllato che il Covid-19, così come pure le pandemie o epidemie, non rientrino tra le cause di esclusione». Non meno importante, aggiunge la giurista, è esaminare le franchigie. E, nel caso in cui si verifichi il cosiddetto “sinistro”, cioè la circostanza che ci impedisce di partire, «è fondamentale seguire dettagliatamente le norme per la denuncia contenute nelle condizioni generali di contratto, per scongiurare eventuali contestazioni», aggiunge Capozzi.

L’ASSISTENZA

La pandemia, però, non spaventa solo in viaggio. Il Covid fa paura per sé, per i propri cari, per le conseguenze di una malattia che spesso lascia le persone isolate e bisognose di assistenza. Per questo motivo, sta aumentando il numero di persone che sottoscrivono non solo le polizze vita, ma anche le polizze infortuni, malattia e sanitarie, tra cui le nuove polizze dedicate al Covid. Anche in questo caso le compagnie assicurative non sono rimaste a guardare ma si sono mosse per venire incontro alle nuove esigenze dei consumatori, rimodulando prodotti esistenti o creando nuove polizze ad hoc per i nuovi bisogni emersi con il Covid. Sul fronte delle polizze vita, per le cosiddette Tcm (Temporanea caso morte) non è stato necessario alcun adeguamento, perché i contratti coprono per qualsiasi causa di morte dell’assicurato, Covid incluso, mentre quelle con finalità di investimento finanziario hanno giusto visto un adeguamento dei tassi in relazione all’aumento del rischio. «I veri cambiamenti – dice ancora la responsabile prodotti assicurativi non auto di Facile.it, Giani – li abbiamo visti invece sulle polizze di assistenza sanitaria, che hanno aggiunto servizi di assistenza sanitaria a distanza e telemedicina, permettendo agli assicurati di avere assistenza telefonica o via video e la consegna dei medicinali a casa. Anche le tradizionali polizze salute sono state adeguate: anche in questo caso sono state riviste le cause di esclusione, che spesso includevano epidemie e pandemie», aggiunge Giani. Inoltre, sono state previste garanzie specifiche per il Covid, per venire incontro alle maggiori preoccupazioni dei consumatori, che riguardano spesso l’impossibilità di lavorare e il mancato guadagno, oltre che l’assistenza sanitaria per i propri cari (molte persone in questo periodo infatti hanno sottoscritto polizze per i genitori o altri parenti). In alcuni casi, sia nelle polizze sanitarie tradizionali sia nelle polizze Covid, la quarantena è stata assimilata a un ricovero ospedaliero, con la previsione di una diaria in caso di quarantena o contagio, e sono state aggiunte delle indennità di ricovero, che salgono in caso di ricovero in terapia intensiva, conclude Giani. 

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