Investimenti, con e-car e lifestyle per navigare in Cina

Investimenti, con e-car e lifestyle per navigare in Cina
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Dicembre 2021, 11:50 - Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 17:14

C’è un modo per mettersi al riparo dalla volatilità senza perdersi le opportunità di crescita strutturale offerte dalla Cina.

Basta puntare su un approccio long/short per Lan Wang Simond, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Certo, «investire in Cina è sempre stato più simile a remare in acque agitate piuttosto che a godersi una crociera di lusso», dice Simond. E nelle ultime settimane le condizioni sembrano essere diventate più tempestose tra strette normative, restrizione della liquidità e rallentamento della crescita economica. Dunque, un po’ di prudenza è giustificata, ma «ci sono ancora grandi opportunità per chi è disposto ad affrontare le onde», spiega l’esperto di Pictet. Approccio long/short significa combinane la selezione dei titoli con le priorità strategiche ufficiali della Cina. E allora un’area con forti prospettive di crescita è quella dei veicoli elettrici. La penetrazione di certi veicoli è raddoppiata quest’anno in Cina, raggiungendo il 20%. E a differenza dell’Europa, non si tratta di una spinta trainata dai sussidi ma da pura interna.

I VEICOLI ELETTRICI

 Del resto, la Cina vede i veicoli elettrici anche come un’opportunità per entrare in modo significativo sul mercato dell’auto globale, dopo che è rimasta indietro in quello dei tradizionali veicoli a benzina (dove l’Ue aveva un grande vantaggio). Per ora il piano sta funzionando: circa il 70% dei veicoli elettrici nel Paese sono di marchi locali, rispetto al 40% delle auto a benzina. Di qui l’aumento della domanda di batterie al litio, lì dove il Dragone domina l’intera catena di fornitura, tra materiali di base, componenti o celle per batterie. Ad oggi, con una penetrazione globale di veicoli elettrici pari al 4%, il mondo ha bisogno di 155 GWH di batterie al litio. Quando la percentuale raggiungerà il 50%, prima della fine del decennio, servirà una quantità di energia da batterie 25 volte superiore. Ma le opportunità sono in crescita anche nel comparto consumi. Qui la domanda sta salendo grazie allo spostamento delle preferenze dei consumatori verso i marchi locali e all’attenzione del governo sul miglioramento della qualità della vita. Poi c’è la promessa della medicina, nella quale la Cina sta diventando competitiva. Le università cinesi producono circa 4,7 milioni di ingegneri ogni anno, il che le offre un grande vantaggio nelle aree tecnologiche. Nel medtech, il Paese ha attinto alle sue conoscenze mediche e all’esperienza nella produzione avanzata per lo sviluppo di assistenti robotici per la chirurgia e ventilatori polmonari ad alte prestazioni. Meno chiare le prospettive per altri settori come Internet, anche per colpa delle misure antimonopolistiche. 

Estratto dall’analisi di Lan Wang Simond-Pictet Asset Management

© RIPRODUZIONE RISERVATA