Energia verde, dopo eolico e solare la Puglia sogna l'Hydrogen Valley

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di Francesco G. Gioffredi
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Mercoledì 6 Ottobre 2021, 15:04 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 12:44

La terra di contraddizioni ad avamposto strategico della transizione ecologica. In attesa che la politica e le istituzioni decidano come declinare in concreto la nuova stagione green, le imprese del settore investono in Puglia. Puntando sulle rinnovabili e scommettendo sull’idrogeno verde. I grandi player hanno captato l’aria e i progetti si moltiplicano, anche perché dal Foggiano al Salento c’è tutto il necessario: il sole e il vento, i porti e le aree industriali. Questione di attitudine, non sempre sfruttata fino in fondo.

LE INIZIATIVE

In poche settimane in Puglia sono spuntate iniziative legate da un solo filo rosso (anzi, verde): la Green Hydrogen Valley, progetto di Edison, Snam, Saipem e Alboran per produzione di idrogeno da fotovoltaico, 300 milioni di metri cubi all’anno; l'avvio degli iter autorizzativi per parchi eolici off shore, due investimenti già nero su bianco e altri potrebbero presto aggiungersi, anche in questo caso con proiezione sulla frontiera idrogeno. Senza trascurare Tap: il gasdotto da 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, approdo nel Salento, è operativo da mesi, il metano transita, e la società vuol battere anche le vie dell’idrogeno. Insomma, è sufficiente unire i puntini: la Puglia incrocia la rotta della transizione ecologica tracciata dall’Ue e consacrata dal Pnrr e può attestarsi tra le regioni capofila nella partita dell’idrogeno. Non poco, nella terra dell’ex Ilva e della centrale Enel: la prima, a Taranto, potrebbe presto affrontare il complicato sentiero della produzione a gas; la seconda, a Brindisi, sta scandendo le tappe dell’addio al carbone e della riconversione, con traguardo al 2025. Restano le contraddizioni stridenti: gli oltre 400 progetti per produzione da rinnovabili parcheggiati in Regione, o una visione complessiva e “sistemica” talvolta carente. Nonostante proprio la Regione abbia candidato la Puglia a ospitare il “Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno”, previsto dal Pnrr.

I PARCHI

Ma tant’è: le imprese non si fermano. E investono, provando a gettare le basi del dialogo col territorio. Stavolta non sempre sbattendo contro il muro delle diffidenze, segno che l’orizzonte green attira un po’ tutti, privato e pubblico. Di sicuro, può apparire suggestiva la dicitura di Green Hydrogen Valley scelta da Edison, Snam, Saipem e Alboran: tre parchi fotovoltaici a Brindisi, Taranto e Cerignola per produzione di 300 milioni di metri cubi di idrogeno verde all’anno. Dei tre impianti previsti, il progetto di Brindisi ha già avviato l’iter autorizzativo e prevede elettrolizzatori con una capacità di 60 Mw e pannelli fotovoltaici in area Sin a destinazione esclusivamente industriale, peraltro lambita dal metanodotto Snam. Proprio Snam sarà “abilitatore” delle hydrogen valley: un ruolo centrale nello scacchiere della transizione energetica, e non a caso la società che si occupa delle infrastrutture del gas è tra i principali azionisti di Tap. E l’idrogeno, d’altro canto, sta calamitando le attenzioni anche di Tap: la multinazionale ha già avviato uno studio di fattibilità sulla trasportabilità in miscela col gas naturale lungo gli 878 chilometri della condotta con approdo nel Salento. Non solo: Tap ha pure aderito alla fase preliminare del progetto White Dragon, che prevede di far sbarcare in Italia, sempre in blending col gas naturale, il surplus di idrogeno verde prodotto in Grecia.

LE TORRI

Ma la produzione pugliese di idrogeno attraverso elettrolisi non passa soltanto dal fotovoltaico: c’è anche l’eolico off shore. Proprio una settimana fa è stata presentata la proposta di investimento di Falck Renewables in partnership paritetica con BlueFloat Energy: circa 80 torri di eolico off shore galleggianti, a una distanza tra 9 e 22 chilometri dalla costa al largo di Brindisi, capacità installata di 1,2 Gw, produzione annua di 3,5 Tw/ora (pari al consumo di un milione di utenze domestiche italiane), un potenziale di 90mila tonnellate di idrogeno verde. La pale eoliche in mare si riaffacciano così con nuova veste e tecnologia innovativa, tanto che in ballo c’è pure un secondo, recente progetto: 40 torri galleggianti per la Iron solar, distanza tra i 15,5 ed i 22 chilometri dal litorale e una potenza complessiva di 560 megawatt. Il carbone è il passato; rinnovabili e idrogeno sono il futuro, qui e ora. Ai ministeri e alle amministrazioni territoriali il compito di dare delle risposte, un governo e la “visione” alla corsa all’oro verde scattata in Puglia.

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