Trussardi resterà italiana, Cdp batte le avances cinesi

Giovedì 4 Ottobre 2018 di Rosario Dimito

Quattro R tenta di mantenere in Italia Trussardi, il brand del levriero, fondato nel 2011 da Dante Trussardi e sviluppato dal figlio Nicola, scomparso prematuramente nel 1999. Il fondo di investimento di Cdp (40%), Inail, Inarcasse e Cassa Forense, specializzato in interventi in aziende in temporaneo squilibrio finanziario, vanta un'esclusiva sulla maggioranza della griffe, sbarrando la strada a qualche gruppo cinese che aveva tentato di mettere le mani sulla casa di moda nata producendo guanti e oggi affinatasi nel settore del prêt-à-porter.

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Mercoledì 26 il consiglio di Quattro R presieduto da Andrea Morante avrebbe esaminato l'operazione, concordando con la famiglia azionista tramite la cassaforte Finos, di prorogare l'esclusiva di alcune settimane. Più tempo per perfezionare l'acquisizione che secondo lo schema dovrebbe avvenire con un aumento di capitale di circa 50 milioni a fronte del quale Quattro R prenderebbe l'80%.

La proroga dell'esclusiva nasce dalla necessità di aggiustare alcuni dettagli.
Il gruppo Trussardi «risulta essere in ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto nel piano industriale 2017 - 2021 che, nel corso dell'esercizio 2017, e stato rivisto anche in funzione di un'operazione finanziaria a medio lungo periodo conclusasi positivamente a marzo 2018» si legge in alcuni documenti. Il 2017 è stato chiuso in rosso di 30,5 milioni.
«Il progetto di riorganizzazione che a partire da gennaio 2017 ha previsto l'inserimento della nuova figura di direttore generale a supporto dell'attività dell'amministratore delegato e del consiglio di amministrazione, ha necessitato di ulteriore tempo nel corso dell'anno per essere a regime anche per la necessità di terminare progetti di natura straordinaria che hanno creato alcune problematiche operative, non previste». Tra queste il completamento dell'implementazione dei sistemi informativi e del cambio dell'operatore logistico oltre che l'implementazione della nuova piattaforma diretta di e-commerce.

Il nuovo piano 2018-2022, approvato dal cda di Finos - che ha comportato un aggiornamento del piano di previsione a cinque anni - «prevede nel 20l8 un miglioramento rispetto al 2017, con l'obiettivo di raggiungere quest'anno un margine operativo lordo in sostanziale pareggio ma, comunque, con un risultato netto ancora negativo e nel 2019 un risultato netto positivo».

La revisione del piano industriale prevede un rilancio del canale di vendita retail attraverso nuove aperture di negozi in Italia ed all'estero, dopo una razionalizzazione per poter riallineare il posizionamento dei marchi sul mercato.
Grazie al piano di investimenti e dell'incremento del capitale circolante netto, l'esposizione finanziaria netta del gruppo è prevista in incremento nel corso del 2018, mediante esclusivo ricorso alle linee a breve, considerando l'operazione di finanziamento in pool firmata il 5 marzo 2018. Un pool di 6 banche (Bnl, Unicredit, Intesa Sp, Ubi Bhnca, Banco Bpm, Mps) ha concesso 51,5 milioni.

Nell'ambito di questa operazione di rifinanziamento l'assemblea straordinaria di Finos ha deliberato un aumento di capitale di 5 milioni di cui l milione già sottoscritto dai soci di riferimento e la rimanente parte da sottoscrivere entro settembre (1 milione) ed entro fine marzo 2019 i rimanenti 3 milioni. Le due tranche di aumento avrebbero dovute iniettarle Trs Evolution, che è una società controllata. Sembra però che il ritardo nel perfezionamento dell'accordo con Quattro R nasca dalle divergenze su chi in realtà debba mettere i soldi freschi.
 

Ultimo aggiornamento: 19:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA