Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Pubblico impiego, il vertice con i sindacati in stallo sul nodo Buona scuola

Marianna Madia
di Andrea Bassi
1 Minuto di Lettura
Lunedì 13 Febbraio 2017, 17:20

Il vertice tra il governo e i sindacati sulla riforma del Pubblico impiego cominciato questa mattina, è stato interrotto e aggiornato in serata. Durante l'incontro le organizzazioni dei lavoratori avrebbero posto ai tecnici del ministero della Funzione Pubblica, una serie di questioni sulle quali è stato deciso di prendere tempo per degli approfondimenti. 

Il tema principale riguarda il rapporto tra il contratto e le norme di legge. I sindacati, citando l'intesa sul rinnovo del contratto sottoscritta con il governo il 30 novembre dello scorso anno, hanno sottolineato come in quel testo fosse stato stabilito che le norme scritte nel contratto collettivo di lavoro devono sempre prevalere su quelle eventualmente inserite nella legge. 

Il governo, invece, nelle bozze di riforma del pubblico impiego, avrebbe inserito un comma secondo cui la norma del contratto prevale su quella della legge solo se la legge stessa non indica una "inderogabilità". La questione non è secondaria. Per capire la posta in gioco basta prendere in considerazione la legge sulla Buona Scuola, una delle principali riforme del governo Renzi. Nelle norme sulla buona scuola, è stata appunto inserita la clausola di inderogabilità. Il contratto del comparto, dunque, non potrebbe modificarne la disciplina. I sindacati, invece, chiedono che anche la Buona Scuola sia derogabile. 

Che il tema sia importante, lo dimostra la presenza al tavolo anche dei rappresentanti del ministero dell'Istruzione. Bisognerà ora attendere le decisioni del governo che potrebbero arrivare già in serata. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA