Treccani, rivoluzione lessicale nel dizionario: eliminati termini dispregiativi nei confronti delle donne

Treccani, rivoluzione lessicale nel dizionario: eliminati termini dispreggiativi nei confronti delle donne
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La Treccani ha eliminato tutti i vocaboli con connotazione dispregiativa della parola donna dal dizionario online che sono stati sostituiti dal termine "prostituta" mentre alla parola "donna" saranno attribuiti i traguardi intellettuali e sociali. Il vocabolario online di Treccani giustifica così la sua scelta: «In molte espressioni si riflette un marchio misogino che una cultura plurisecolare maschilista, penetrata nel senso comune, ha impresso sulla concezione della donna».  La scelta di cambiare è al passo coi tempi: a fare da promotrici a questa rivoluzione linguistica sono state le attiviste Maria Beatrice Giovanardi e Valeria Della Valle, direttrice del vocabolario Treccani e condirettrice, con Giuseppe Patota, del Nuovo Treccani.

 

Maria Beatrice Giovanardi ha parlato della scelta di rimuovere i sinonimi offensivi dal Treccani: «Ne sarebbe contenta Simone de Beauvoir, che auspicava un ruolo per la donna non più di secondo sesso ma di femme indépendante , con questo gesto di rispetto Treccani ha aiutato a chiudere il ciclo della subalternità della donna al sesso maschile, alimentato anche da un ingiusto uso della parola». Giovanardi ha ringraziato i cento firmatari della lettera e Treccani per aver accolto le richieste.

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La “tradizione di stare al passo coi tempi” della Treccani. Si tratta di un primo passo verso una revisione completa che Treccani sta realizzando aggiornando la voce donna nel vocabolario online. Inoltre questa decisione fa parte di una politica della Treccani che si è rinnovata in base ai cambiamenti del costume e della società, secondo quanto afferma Valeria Della Valle: «Pur non avendo io né diretto né lavorato mai a questo dizionario, ho condiviso con alcune delle firmatarie della lettera la necessità di fare qualche cambiamento e qualche taglio. I dizionari devono testimoniare l'uso scritto e parlato, buono e cattivo, rispettoso e volgare, naturalmente avvertendo quando si tratta di usi offensivi».

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Nuove sfide per le due attiviste. Per le due donne che hanno portato a termine una piccola rivoluzione lessicale, ci sono ancora nuove sfide: per Giovanardi c'è quella dell'attivismo con la missione di continuare a battersi per "un linguaggio inclusivo, contro le parole d'odio e la discriminazione", con particolare attenzione al digitale e alla tecnologia, mentre per Della Valle il prossimo obiettivo è che ci sia un «vocabolario al passo coi tempi, sempre rispecchiando gli usi e i modi della lingua parlata e scritta, documentati e condivisi dalla comunità dei parlanti». Della Valle ha infine detto che i dizionari devono fotografare la realtà linguistica del proprio tempo, ma conservare anche gli usi che non ci piacciono, legati a un passato che non possiamo censurare.

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Venerdì 14 Maggio 2021, 16:02 - Ultimo aggiornamento: 18:41
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