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Obiettivo parità sul lavoro: «Un aiuto dalla tecnologia»

Simona Scarpaleggia
di Maria Lombardi
4 Minuti di Lettura
Domenica 24 Aprile 2022, 10:57 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 20:35

Lei che guadagna sempre meno di lui, eppure sono colleghi, pari grado. Sempre lei che nella sala riunioni, quella dei capi, è in minoranza. Lei che dopo la maternità deve ricominciare, quei mesi di assenza l'hanno retrocessa. Non conviene più, a nessuno. Le aziende, ma in generale i luoghi di lavoro, che non fanno passi avanti verso l'uguaglianza sono destinati a rimetterci e si troveranno in svantaggio.
IL TRAGUARDO
È in arrivo il bollino di parità, chiamiamolo così, lo potrà esibire qualsiasi organizzazione pubblica e privata che dimostrerà di avere le carte in regola sul fronte dell'uguaglianza: identico salario, stesse opportunità di carriera e di formazione, tutela delle mamme e anche dei papà, attenzione all'equilibrio vita/lavoro. Chi otterrà il bollino potrà contare su sgravi fiscali e punteggi più alti remi negli appalti pubblici.
Si chiama certificazione di genere. Un ente accreditato misurerà in base ad alcuni indicatori il livello di parità e deciderà se dare il bollino. La ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti e il presidente Uni (Ente Italiano di Normazione) Giuseppe Rossi hanno presentato un mese fa la prassi di riferimento, ossia i criteri e le prescrizioni tecniche per ottenere la promozione. Previsto dal Pnrr tra gli strumenti a sostegno delle donne, il sistema è stato delineato con la legge 162 del 2021 (pari opportunità sul lavoro) e con la Legge di Bilancio 2022.
Cosa bisogna fare per ottenere il bollino? «La certificazione può essere ottenuta da tutte le organizzazioni, sia pubbliche che private, di qualsiasi dimensione», spiega Elena Mocchio, responsabile innovazione e sviluppo di Uni. «Sono state individuate sei aree di valutazione e definiti una serie di indicatori, esattamente 33, a cui è associato un punteggio».
LA VALUTAZIONE
Chi dà i voti? «L'attività di certificazione è svolta da organismi accreditati dall'Ente italiano di accreditamento in modo rigoroso e imparziale. L'accesso alla certificazione sarà possibile se vengono soddisfatte al 60% le richieste previste. Per le imprese più piccole non si applicano tutti gli indicatori», aggiunge la responsabile Uni. Questo sistema riuscirà davvero a portare più equilibrio sul lavoro? «Se gli incentivi, come gli sgravi fiscali e la premialità negli appalti, saranno realmente un vantaggio per le organizzazioni si metterà in moto un meccanismo virtuoso e un cambio culturale».


Simona Scarpaleggia è board member di Edge Strategy, un'azienda che ha misurato e certificato con un software l'uguaglianza di genere in oltre 200 organizzazioni nel mondo e ora arriva nel nostro Paese. «La tecnologia è uno strumento a disposizione di tutti per superare le disparità. Sempre più aziende intraprendono un percorso di misurazione del proprio livello di gender equity con l'obiettivo di ottenere la certificazione e intervenire per colmare il gap». La società svizzera opera attraverso una piattaforma che elabora i dati dell'azienda ed emette un report sul livello di parità.
Il traguardo non è vicino. C'è ancora tanto da lavorare, soprattutto ai vertici delle aziende. «Ai livelli di base spesso si contano più donne che uomini, ma man mano che si sale la presenza femminile diventa sempre più rarefatta e nelle posizione di vertice il numero è insufficiente», spiega Scarpaleggia. «In Italia nel settore privato questo fenomeno è particolarmente evidente.
LE PROMOZIONI
Come riequilibrare? «Prevedere nelle promozione una lista di candidati paritetica aiuta moltissimo», spiega la manager che è stata tra l'altro co-chair del panel di alto livello delle Nazioni Unite per l'emancipazione economica delle donne. «Il segnale da dare è questo: aprite lo sguardo al pool di donne che avete in azienda e troverete tante candidate idonee, al di là della legge. Sicuramente le politiche implementate con il Pnrr aiuteranno a pensare in termini di genere. E la premialità, gli sgravi fiscali, la valutazione positiva negli appalti valorizzeranno la scelta di aver aderito alla certificazione».

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