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Joan, l'economista che sfidò Marshall, le sue idee sull'antitrust alla base della battaglia contro Apple

Giovedì 29 Aprile 2021 di Franca GIansoldati
Joan, l'economista che sfidò Marshall, le sue idee sull'antitrust alla base della battaglia contro Apple

Sconosciuta al grande pubblico ma non agli accademici e agli addetti ai lavori, la grandezza di Joan Robinson, una delle più grandi economiste del XX secolo, nota perchè osò sfidare le tesi di Marshall, è stata ripescata dal New York Times per dimostrare quanto la biografia di questa studiosa sia stata segnata dalla misoginia del suo ambiente di lavoro e dalla fatica che hanno sempre fatto le donne ad affermarsi in campi di tradizionale competenza maschile. 

Robinson arrivò all'Università di Cambridge nel 1929, a 26 anni, dopo avere trascorso tre anni in India, dove con suo marito, Austin, un economista di sei anni più anziano. Quando Austin tornò in Gran Bretagna per unirsi alla facoltà di economia di Cambridge, Joan, che aveva studiato la materia come studente universitario, si volle iscrivere ben sapendo quanto l'ambiente fosse ostile alle donne.

Per 40 anni, l'economia a Cambridge era stata dominata da Alfred Marshall, le cui conquiste intellettuali erano rivaleggiate solo dalla sua misoginia, annota il New York Times. Egli aveva sposato Mary Paley, la prima donna a insegnare economia all'università, ma lui ne aveva distrutto la sua carriera, togliendo il suo libro dalla stampa. 

Joan non si scoraggiò di questo clima e arrivò ad elaborare una teoria che avrebbe sconvolto l'eredità intellettuale di Marshall, alterando radicalmente la relazione tra concorrenza e potere del lavoro. La sua linea innovativa è ancora oggi alla base del dibattito sulla riforma dell'antitrust.

La concorrenza, ha sostenuto nel suo libro di riferimento del 1933, "The Economics of Imperfect Competition", non è un interruttore tra monopolio puro e concorrenza pura. Come altri importanti economisti della sua epoca, Robinson non raggiungeva le sue conclusioni studiando in dettaglio industrie specifiche, ma piuttosto formulando una serie di ipotesi sul comportamento degli affari, sottoponendo poi tali ipotesi a una rigorosa analisi matematica per sviluppare alcune regole generali. Negli anni '30, il potere di tali argomentazioni dipendeva quindi da quanto quelle regole si dimostrassero effettivamente utili nel mondo reale.

Oggi le sue idee stanno godendo di una rinascita. La rinnovata influenza della "Teoria Generale" è stata evidente nella serie di leggi di stimolo multimiliardarie firmate nell'ultimo anno. Un corpo crescente di letteratura empirica indica che le intuizioni concettuali di Robinson erano corrette: l'intensificazione della concentrazione aziendale ha soppresso i salari dei lavoratori nell'ultimo quarto di secolo. La concorrenza imperfetta non solo è reale, ma sembra anche intensificarsi. L'economista Simcha Barkai fissa la cifra a circa 14.000 dollari all'anno in salari persi per il tipico lavoratore.

Il giudice conservatore della Corte Suprema, Brett Kavanaugh ha citato il lavoro di Joan in una sentenza del 2019 contro Apple; una recente indagine della Camera dei Democratici ha concluso che Amazon esercita un potere (ben descritto da Joan) e che i suoi magazzini tendono a "deprimere i salari" dei magazzinieri e dei lavoratori della logistica quando entrano in un mercato locale. In un'epoca di lavoro organizzato storicamente debole e di accelerazione della concentrazione delle opportunità di lavoro in poche grandi città, gran parte dei paesi si trovano di fronte a un declino dei potenziali acquirenti di lavoro e a limitate opportunità di ricorso attraverso la contrattazione collettiva.

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