Enzo Vitale
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Enzo Vitale

La stella Betelgeuse cruccio degli astronomi, si sta affievolendo: potrebbe esplodere da qui a un migliaio di anni Video

Sabato 11 Gennaio 2020 di Enzo Vitale
Il Sole, primo a sinistra, a confronto con altre stelle: l'ultima a destra è Betelgeuse (fonte Inaf)
Esploderà o non esploderà? E' il cruccio che da qualche mese attanaglia gli astronomi di tutto il mondo e si riferisce alle variazioni di magnitudo della stella Betelgeuse, uno stellone che dista dalla Terra oltre 6 milioni di miliardi di chilometri, circa 640 anni luce.
L'astro, tra i dieci più splendenti del cielo (ora occupa la ventesima posizione), è ben visibile in questo periodo e si trova nella costellazione di Orione. Dal mese di ottobre la sua luce è diventata sempre più flebile: è infatti diminuita di un terzo. E visto che le teorie sulla vita delle stelle la collocano in una zona prossima alla morte,  in molti si chiedono quando ciò avverrà e, soprattutto, che conseguenza avrà per il nostro pianeta.


(La costellazione di Orione, la freccia indica la stella Betelgeuse)

LA VITA DI UNA STELLA
Come noi anche le stelle hanno un'età. Certo non si misura a suon di lustri visto che la loro vita è dell'ordine di milioni o addirittura di miliardi di anni. A contarli, o meglio, a calcolare il periodo di vita, c'è il cosiddetto diagramma H-R, dalle iniziali dei due astronomi Ejnar Hertzsprung e Henry Norris Russell, che intorno al 1910 lo idearono indipendentemente l'uno dall'altro. Ebbene attualmente Betelgeuse, nella scala ideata dai due scienziati, è giunta in prossimità della sua fine. Per uno strano disegno del destino più grande è la stella, più breve è la sua vita. Quindi Betelgeuse, avendo quasi raggiunto la bella età di 10 milioni di anni ed essendo una stella super gigante rossa, dovrebbe morire in una maniera davvero spettacolare, dando vita a una supernova dopo una incredibile esplosione. Un fenomeno tra i più violenti dell'Universo. Destino che non dovrebbe capitare al nostro Sole in quanto la sua grandezza (una massa minore di 20 volte rispetto alla supergigante rossa e un raggio mille volte più piccolo) gli permetterebbe una vita di 10 miliardi di anni (attualmente siamo arrivati a circa la metà) e una fine meno apocalittica. Intanto, per fare un esempio della grandezza di Betelgeuse, possiamo dire che se confrontata con il nostro Sistema Solare, la stella  occuperebbe tutto lo spazio, Sole compreso, fino all'orbita di Giove.


(Il diagramma H-R e la posizione in alto a destra di Betelgeuse,
il Sole è a metà percorso nel tratto delle stelle gialle, fonte Wikipedia)

E ALLORA COSA ACCADRA'?
Innanzitutto va detto che Betelgeuse, da quando viene osservata con gli strumenti ottici, ha già fatto i capricci. La sua luminosità è variata anche in precedenti periodi ed è per questo che viene definita una stella variabile. Su cosa accadrà possiamo affidarci solo alla teoria che prefigura, in parole molte semplici, prima un collasso in se stessa e poi una terribile esplosione, chiamata appunto supernova. Nel caso accadesse il fenomeno sarebbe visibile in cielo anche in pieno giorno e durerebbe settimane. In definitiva sappiamo che Betelgeuse esploderà, ma per ora non sappiamo quando. Possiamo attendere ancora qualche migliaio di anni.


(Betelgeuse, il video dell'Inaf a cura di Marco Galliani)

LE ALTRE SUPERNOVE
Intanto dagli astronomi dell'Osservatorio di Monte Palomar arriva la notizia che lo scorso 7 gennaio è stata osservata l'esplosione di una Supernova nella galassia Messier 100 (che si trova nella costellazione della Chioma di Berenice) e che dista dalla Terra circa 55 milioni di anni Luce. In questo periodo la sua magnitudo è stata calcolata in 13,6 (va considerato che l'occhio umano, in condizioni ottimali, riesce a vedere a malapena la sesta magnitudo). Intanto va segnalato che nella notte del 29 aprile dello scorso anno un astrofilo polacco, Jarosław Grzegorzek, grazie all'osservazioni fatte con il suo telescopio, era riuscito a centrare, sempre nella galassia M100, un'altra supernova. Con l'ultima individuazione di qualche giorno fa, quindi,  M 100 (la galassia scoperta il 15 marzo 1781 da Pierre Méchain), si posiziona aex equo nella classifica delle galassie in cui si sono registrate esplosioni di supernove con  M 61 che fino a due settimane fa deteneva il podio con 7 supernove eplose.

(La galassia Messier 100 con la supernova scoperta nell'aprile del 2019
dall'astrofilo polacco delimitata dai trattini, fonte Coelum)

enzo.vitale@ilmessaggero.it Ultimo aggiornamento: 14-01-2020 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA