Ultime dal cielo
di Enzo Vitale

M'illumino di meno: la contessa “spegne” le luci. Tutti a riveder le stelle e le meraviglie di casa Leopardi

Olimpia Leopardi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 9 Marzo 2022, 16:46 - Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 19:13
 

Pedalare, rinverdire, risparmiare e perché no, un occhio rivolto pure sopra le nostre teste a riscoprire quegli astri che ormai non vediamo più da tempo immemorabile.

E così tra le numerosissime adesioni all'iniziativa proposta dalla  trasmissione  ‘Caterpillar’ di Rai Radio, andata in scena lo scorso venerdì 11 marzo, c'è stata anche quella di Olimpia Leopardi, discendente diretta del sommo poeta nato a Recanati e morto a Napoli nel 1837.

I visitatori hanno potuto accedere a Palazzo Leopardi con le lanternine messe a disposizione per vivere suggestivi momenti a “lume di candela” nella casa paterna del Poeta. «La suggestiva visita -é proprio la contessa a spiegare- si è snodata tra le antiche sale della Biblioteca che hanno visto formarsi il suo genio tra gli oltre ventimila volumi presenti e nei piani nobili del Palazzo, nel nuovo percorso “Ove abitai fanciullo” che a distanza di 200 anni ha svelato al pubblico per la prima volta gli appartamenti privati di Giacomo Leopardi»,

Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea Tornare ancor per uso a contemplarvi Sul paterno giardino scintillanti, E ragionar con voi dalle finestre Di questo albergo ove abitai fanciullo, E delle gioie mie vidi la fine.

(Dai Canti  Le ricordanze 1829)

«Siamo lieti di sostenere l’iniziativa sui temi del risparmio energetico con una iniziativa simbolica ed emozionante - ha chiosato la contessa–, sarà l’occasione per rivivere la stessa atmosfera vissuta da Giacomo nel 1800 nei luoghi dell’infanzia a lui cari, nella Biblioteca, nei saloni  di casa e soprattutto nella sua camera dove  a “lume di candela” ha composto tante opere».

La suggestiva visita ha avuto il suo clou nel piano nobile del palazzo, seguendo il nuovo percorso “Ove abitai fanciullo” .

(La stanza di Giacomo Leopardi)

E' stata un vero e proprio successo perchè ad emozionare ancora di più i presenti, lungo l’itinerario, è stata la lettura dei versi de Le ricordanze nei numerosi riferimenti ai luoghi della sua giovinezza all’interno del palazzo: tra  le “sale antiche” e le “ampie finestre”; le “dipinte mura” e i “figurati armenti”, la serie di quattro tele raffiguranti animali al pascolo attribuite al pittore Philipp Peter Roos detto Rosa da Tivoli, esposti nella Galleria. Passando attraverso il silenzio del giardino, nell’eco del quieto rumore delle voci familiari di parenti e servitori, fino ad arrivare  alla stanza di Giacomo dove, a lume di candela, tanto ha poetato, osservando dalla sua  finestra  le  “Vaghe stelle dell’Orsa”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA