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Uccide coccodrillo gigante e posta le foto. Cacciatore texano costretto a chiudere i profili social dopo le proteste degli animalisti

Un «dinosauro mangiatore di uomini», è stato ucciso e appeso per il collo e poi la foto di rito fatta da Garrett Wales

Garrett Wales posa con il trofeo (immag diffusa dal Wales su instagram williethekid26)
di Remo Sabatini
3 Minuti di Lettura
Giovedì 15 Settembre 2022, 14:52 - Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 00:29

A guardarlo, fa impressione. D'altro canto, non capita tutti i giorni di imbattersi in un coccodrillo di sei metri. Lo sa bene chi li studia. Lo sanno ancora meglio i cacciatori di trofei che, invece, li fanno fuori. Come accaduto pochi giorni fa in una remota regione dello Zimbabwe dove, quello che il cacciatore ha definito un «dinosauro mangiatore di uomini», è stato ucciso e appeso per il collo. A compiere l'impresa, un noto cacciatore di trofei texano, tale Garrett Wales mentre, assieme ad alcuni colleghi, si trovava fuori per una battuta nella Save' Valley, remota regione dello Zimbabwe a nord del Kruger National Park. Stando a quanto emerso dalle cronache locali, il Wales sarebbe stato informato della presenza del gigantesco coccodrillo da alcuni abitanti di un villaggio.

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Uccide coccodrillo e posta le foto, protesta animalisti

«C'è un coccodrillo enorme nello stagno dell'irrigazione» avevano detto. Così, armi e bagagli, il gruppetto aveva pensato bene di verificare la notizia. Una volta sul posto era cominciata la caccia. Una bestia di sei metri sarebbe stata facile da trovare. E invece niente. Poi, improvvisamente, eccola lì. Soltanto la testa, enorme, spuntata dalla fitta vegetazione, aveva impressionato. 'È un mostro", aveva esclamato il cacciatore. Il resto è tutto nelle immagini diffuse sulla propria pagina instagram dallo stesso Wales. Si perché dopo averlo braccato, pare per giorni, il coccodrillo è stato infine trovato, ucciso e appeso per il collo. Foto di rito che, una volta diffuse, hanno però, scatenato la rabbia degli animalisti. 'Una uccisione crudele e inutile", si legge tra le centinaia di commenti al vetriolo. Anzi, si leggeva. A seguito delle proteste, il cacciatore sembra sia stato costretto a chiudere I propri profili social. Quello del Wales dal quale provengono le immagini che proponiamo, riprese da una infinità di associazioni animaliste internazionali, si chiamava williethekid26. Un nomignolo che è tutto un programma.

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