Animali come figli, ex fidanzati ottengono l'affidamento congiunto del cane: è la prima volta in Spagna

Una sentenza, questa, che pone i nostri amici a quattro zampe come esseri senzienti, e non proprietà semplicemente da contendersi

Spagna, ex fidanzati ottengono affidamento congiunto del loro cane: spese condivise e cambio casa una volta al mese
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 13:53 - Ultimo aggiornamento: 13:56

Un giudice di Madrid ha concesso a una ex coppia l'affidamento congiunto del loro cane con una rara sentenza che segna un passo avanti in Spagna verso il riconoscimento degli animali da compagnia come esseri viventi secondo la legge, da considerarsi diversi dalla proprietà. Si va sempre più verso una strada che pone gli amici a quattro zampe allo stesso livello dei figli considerandoli esseri senzienti e non una proprietà semplicemente da contendersi. La coppia di fidanzati, un uomo e una donna che stavano insieme da 20 mesi e condividevano un border collie da più di un anno di nome Panda, sono andati a processo per determinare con chi avrebbe dovuto vivere l'animale dopo la loro rottura. Il giudice ha concesso «l'affidamento congiunto di Panda a ciascuno dei custodi e responsabili», tenendo conto che «l'amore che si può avere verso il proprio animale domestico non esclude che l'animale possa ricevere affetto da entrambe le persone», questo quanto riporta la rete spagnola RTVE, che ha avuto accesso alla sentenza. Il giudice ha ritenuto che «la proprietà formale dell'animale, sia come proprietario che come adottato, non può prevalere sull'affetto del richiedente». Più precisamente a seguito della sentenza, Panda, alternerà le due famiglie ogni mese e  le spese veterinarie e altre spese del cane, proprio come nel caso dell'affidamento condiviso di un bambino, saranno divise tra i due ex partner.

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Separazione e animali, la decisione del giudice

La causa fu intrapresa dalla donna nel settembre 2020 e la decisione del giudice è arrivata il 7 ottobre 2021. Il Congresso spagnolo ha adottato misure per modificare il codice civile del paese per stabilire che gli animali domestici dovrebbero essere considerati «esseri senzienti» piuttosto che proprietà, ma non è stato ancora approvato. Stando a quanto riportato da washingtonpost.com, dopo che la coppia si è recata in tribunale per determinare chi avrebbe ottenuto la proprietà del loro cane, il giudice ha stabilito che ogni persona sarebbe dovuta essere “corresponsabile” e “co-custode” dell’animale. Più precisamente, Panda alternerà le due famiglie ogni mese. E questo perché «le prove nel procedimento (ndr, le fatture veterinarie pagate dall'uno e dall'altro, così come tante fotografie e testimonianze dirette) rivelano per entrambi un rapporto affettivo con il cane degno di tutela legale», ciò ai sensi della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia del 1987, ratificata in Spagna nel 2017. Una sentenza esemplare quella emessa dal giudice spagnolo, che pone l’accento sul legame emotivo che unisce cane e proprietari e che non sempre viene riconosciuto da tutti.

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Le leggi applicate

Lola García, l'avvocato della donna specializzato in diritti degli animali, ha detto a The Post che il caso si distingue perché ha usato la Convenzione europea del 1987, ratificata in Spagna nel 2017, per la protezione degli animali da compagnia come argomento per difendere i diritti del suo cliente nei confronti del cane. In base alla convenzione, entrambi i membri della coppia, che non erano sposati, sono stati presentati come «corresponsabili» e «co-custodi» dell'animale, non "comproprietari", che hanno evitato di trattare l'animale come una "cosa" o "bene condiviso". «La novità è poter utilizzare la convenzione per evitare di dover definire l'animale domestico come una cosa o una proprietà condivisa e concentrarsi invece sul benessere dell'animale, sul legame affettivo e sulla responsabilità condivisa di prendersi cura di un animale, al di là del l'animale domestico è considerato una proprietà», ha detto l'avvocato. García ha usato come prova di tale legame affettivo le fatture veterinarie, il contratto di adozione - che era sotto entrambi i nomi - e le foto della coppia con il cane. «C'è un legame emotivo che il sistema giudiziario deve riconoscere», ha spiegato la giurista. Una sentenza esemplare quella emessa dal giudice spagnolo, che pone l’accento sul legame emotivo che unisce cane e proprietari e che non sempre viene riconosciuto da tutti.

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