Rinoceronti bianchi, passo decisivo per salvare la specie: raccolti gli ovociti delle due femmine superstiti

Sabato 24 Agosto 2019
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Rinoceronti bianchi, passo decisivo per salvare la specie: raccolti gli ovociti delle due femmine superstiti
Passo decisivo per salvare il rinoceronte bianco del Nord dall'estinzione: sono stati prelevati con successo gli ovociti dalle due femmine che sono gli ultimi esemplari viventi della specie. Lo rende noto il gruppo internazionale di ricerca che lavora a questo progetto senza precedenti di salvaguardia della fauna. L'Italia partecipa con il laboratorio Avantea, guidato da Cesare Galli, che nel 2018 aveva ottenuto i primi embrioni di rinoceronte in provetta e in precedenza il primo clone di un toro, Galileo, e il primo di un cavallo, Prometea.

Al progetto partecipano l'Istituto Leibniz per lo zoo e la ricerca sulla fauna selvatica (Izw) di Berlino, lo zoo di Dvur Králové nella Repubblica Ceca, la riserva Ol Pejeta Conservancy e la società Kenya Wildlife Service (Kws) che gestisce la fauna selvatica del Kenya.
«E' la prima volta che la procedura viene fatta sul rinoceronte bianco del Nord, è andato tutto bene e siamo soddisfatti, ma per poter avere risultati ci vorrà tempo: almeno cinque anni per i primi cuccioli», spiega Galli. Il prelievo degli ovociti è stato fatto il 22 agosto: i veterinari, guidati da Thomas Hildebrandt dell'Izw e da David Ndeereh del Kws che, con una sonda e mentre gli animali erano in anestesia generale, hanno raccolto 10 ovociti dalle due femmine Najin e Fatu, che vivono nella riserva Ol Pejeta Conservancy in Kenya. Il laboratorio cremonese Avantea di tecnologie avanzate per la riproduzione animale adesso si occuperà di fecondarli con gli spermatozoi congelati degli ultimi maschi della specie, deceduti per cause naturali.

La fecondazione artificiale, ha detto Galli,
«è in programma domenica 25 agosto. Puntiamo a ottenere almeno due embrioni e, considerando che ci vogliono otto giorni per il loro sviluppo, questa fase si concluderà il 3-4 di settembre». Gli embrioni saranno poi congelati e in futuro trasferiti in una madre surrogata della specie di rinoceronte meridionale. «Abbiamo già usato il seme e sappiamo che funziona», aggiunge Galli. Nel 2018, infatti, fra gli embrioni di rinoceronte in provetta ottenuti dal gruppo di Galli a partire da ovociti di rinoceronte bianco meridionale, ve ne erano alcuni fecondati con spermatozoi di maschi settentrionali. Gli embrioni erano stati poi congelati in attesa dell'impianto.

«La gravidanza - spiega  l'esperto - è un'altra fase complessa. Abbiamo provato a impiantare due embrioni nel maggio scorso, ma senza risultati". Per ottenere i primi embrioni di rinoceronte bianco del Nord si procederà con la stessa tecnica usata nel 2018, che consiste nell'iniettare gli spermatozoi nella cellula uovo con la tecnica Icsi (Iniezione intra-citoplasmatica dello spermatozoo), simile a quella impiegata nell'uomo e modificata per eseguire interventi sui cavalli e in seguito adattata per i rinoceronti. La procedura è stata condotta all'interno di un quadro etico sviluppato per «preparare il gruppo a tutti i possibili scenari di una procedura così ambiziosa e assicurarsi il rispetto del benessere dei due animali» ha rilevato la bioeticista Barbara de Mori, dell'università di Padova. A lungo termine il progetto ha un obiettivo ancora più ambizioso: sviluppare tecniche per ottenere gameti artificiali di rinoceronte bianco del Nord a partire da cellule staminali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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