Rubano nidi con gli uccellini da rivendere come esche per i cacciatori: fermati dai carabinieri

Venerdì 7 Giugno 2019 di Remo Sabatini
I nidi con gli uccellini sequestrati ai bracconieri (foto Carabinieri Bolzano)
La vicenda ha dell'incredibile eppure è tutto vero. Due bracconieri sono stati fermati dai carabinieri del servizio antibracconaggio di Egna e Caldaro, in provincia di Bolzano, in collaborazione con le guardie forestali e il guardiacaccia locale, in un meleto della zona, mentre rubavano nidi con gli uccellini appena nati. I due, un uomo di Pradalunga e una donna di Villa di Serio, nella bergamasca, sono stati sorpresi dopo un lungo appostamento iniziato all'alba, dai militari allertati da alcuni agricoltori della zona, insospettiti dagli strani movimenti della coppia che continuava ad aggirarsi tra gli alberi di un meleto della Bassa Atesina. Ai due, immediatamente fermati e denunciati, sono stai sequestrati 18 uccellini da nido e, successivamente, altri nidi e uccelli tra tordi e verzellini, insieme alla tradizionale attrezzatura utilizzata dai bracconieri per questo singolare tipo di cattura.

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I poveri uccellini e gli altri animali sequestrati, sono stati affidati alle cure del locale centro di recupero avifauna. Per quanto strano possa sembrare, episodi di bracconaggio che vedono la cattura di uccellini ancora nel nido, non sono affatto rari. Tanto che, da aprile a giugno, il Corpo Forestale è fortemente impegnato a perseguire tali reati. Gli uccellini infatti, una volta catturati, vengono allevati per essere successivamente venduti ai cacciatori che li utilizzano come richiamo vivo. Partica, a dir poco discutibile, diffusa in molte aree del Paese. Un singolo uccello, può arrivare ad essere venduto per diverse centinaia di euro.    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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