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Drone monitora delfini e balene nel Mediterrano, il nuovo progetto della Guardia Costiera e Istituto Tethys

«Il mezzo aereo è un Tekever A R5 Evolution», spiega al Messaggero Sabina Airoldi, project manager del Tethys Research Institute

Una balenottera nel Santuario Pelagos. (Immag concessa da Tethys)
di Remo Sabatini
4 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Giugno 2022, 16:25 - Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 10:43

«Per la prima volta in assoluto un drone ad ala fissa di oltre 7,3 metri di apertura alare e con un'avanzata sensoristica, verrà utilizzato per raccogliere dati su cetacei, tartarughe, mobule e squali». Questo, un passo del comunicato ufficiale diffuso da Guardia Costiera e Istituto Tethys, con il quale è stato appena presentato il nuovo, innovativo progetto di studio e ricerca dedicato alla salvaguardia di balene e delfini del Mediterraneo.

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Denominato "An Eye in the Sky", il progetto prevede infatti, l'utilizzo di un sofisticatissimo drone militare che, dal cielo, si sostituirà agli occhi di studiosi e ricercatori che opereranno dalle imbarcazioni, fornendo un'ottica completamente diversa rispetto alle indagini svolte precedentemente da droni più piccoli e meno performanti.

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«Il mezzo aereo è un Tekever A R5 Evolution», spiega al Messaggero Sabina Airoldi, project manager del Tethys Research Institute, l'Istituto italiano che da anni si occupa dello studio di balene e delfini del Mediterraneo. "Il mezzo aereo, sottolinea la Airoldi, è un velivolo a pilotaggio remoto (RPAS) che l'Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA) ha nuovamente messo a disposizione della Guardia Costiera italiana nell'ambito della campagna estiva 2022". Stavolta, però, il velivolo verrà utilizzato non soltanto per il monitoraggio del traffico marittimo con conseguente sorveglianza delle acque. "Il velivolo infatti, precisa la Airoldi, verrà utilizzato anche per monitorare i grandi vertebrati marini del Santuario Pelagos".

 

Il Pelagos, istituito per la protezione dei mammiferi marini, è un'area marina protetta compresa nel territorio francese, monegasco e italiano che vede, soprattutto stagionalmente, la presenza di numerose balene, capodogli e delfini che approfittano della straordinaria ricchezza di cibo presente in quelle acque. Ricchezza di vita di inestimabile valore da sempre oggetto degli studi operati sul campo da prestigiosi istituti quali Tethys. Tra gli obiettivi iniziali del nuovo progetto, quello di testare le potenzialità del velivolo. "Sarà di base presso il Comando Base Aeromobili Guardia Costiera di Sarzana", spiega la Airoldi. Da lì, il drone volerà durante le missioni, per oltre 100 chilometri prima di raggiungere la prevista area di studio rappresentata da un quadrato immaginario posto sul mare di fronte a Imperia che misura circa 40 chilometri per lato. "Una volta sul posto, percorrerà una serie di rotte parallele così da coprire l'intera area in maniera uniforme, alla velocità di circa 100 chilometri orari". La durata prevista del monitoraggio è di quattro mesi. Cui ne seguiranno altri quattro necessari per analizzare dati e riportare risultati. "An Eye in the Sky" precisa Sabina Airoldi, rientra nel programma di Ricerca Cetacean Sanctuary Research (CSR) che l'Istituto conduce dal 1990 nel Santuario". Il Pelagos, nonostante l'alta concentrazione di traffico marittimo con annesse attività antropiche, è probabilmente il santuario più ricco di vita dell'intero Mediterraneo. Anche e soprattutto per questo, deve essere salvaguardato. "Nel Mare Nostrum, conclude la Airoldi, abbiamo otto specie di cetacei regolarmente avvistati". Tra questi, la balenottera comune e il capodoglio. "Rispettivamente il secondo animale più grande del pianeta e il predatore dalle maggiori dimensioni". Responsabili del progetto che segna un nuovo passo in avanti per la Ricerca, il Comandante Daniele Giannelli, per la Guardia Costiera, e Sabina Airoldi per Tethys. Proposal presentato da Marina Costa, Caterina Lanfredi, Valentina de Santis, Maddalena Jahoda e Sabina Airoldi. Un paio di curiosità relative al drone militare. Con un peso di 180 chilogrammi, ad una velocità di crociera di 55 nodi, dispone di un'autonomia di volo di quasi 12 ore.

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