Capodoglio muore sulla spiaggia: nello stomaco 150 kg di attrezzature da pesca. I veterinari: «Mai visto nulla del genere»

Il capodoglio morto sulla spiaggia canadese (immag diffuse da Marine Animal Response Society)
di Remo Sabatini
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Martedì 22 Novembre 2022, 17:37 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 11:03

Quando è arrivato sulla spiaggia era ancora vivo. Enorme, lungo oltre 14 metri, il povero capodoglio era però subito apparso magrissimo. Tanto che di lì a poco, esalato l'ultimo respiro, il grande cuore si è fermato. A documentare la drammatica vicenda, avvenuta lungo una spiaggia dell'Isola del Capo Bretone, nella Nuova Scozia in Canada, la Marine Animal Response Society di Halifax che ha diffuso le immagini che proponiamo. "Il grosso capodoglio maschio, ha spiegato l'organizzazione che si occupa di studio e ricerca dei grandi cetacei, è morto dopo lo spiaggiamento". Da lì, constatato lo stato del leviatano, in collaborazione con i colleghi del Canadian Wildlife Health Cooperative-Atlantic Veterinary College, si era provveduto alla necroscopia. Il capodoglio infatti, appariva davvero troppo, troppo magro.

Era forse malato? Cosa lo aveva ucciso? La risposta l'avrebbe data la faticosa autopsia. Nello stomaco dell'animale, infatti, i veterinari hanno trovato ben 150 kg di attrezzature da pesca. Pezzi di reti, lenze e altro materiale disperso o abbandonato in mare che quel capodoglio doveva aver scambiato per cibo, uccidendosi. Il quintale e mezzo di rifiuti, si era talmente compattato da impedire qualsiasi funzione digestiva così come quelle nutritive, condannandolo ad una fine orribile. "Quel povero animale è morto di fame e di stenti". Difficile immaginare uno degli ultimi giganti del mare che muore per colpa dell'incuria umana. Eppure, la tragica fine del solo odontoceto tra le grandi balene, rappresenta soltanto l'ultimo dei mille casi che si verificano ogni anno in ogni parte del mondo. Le micidiali reti fantasma, spezzoni di reti da pesca perse o abbandonate in mare, ad esempio, sono capaci di uccidere per decenni chiunque, pesce o mammifero marino che sia, capiti loro a tiro. Stavolta è toccato al grande capodoglio che, forse rimasto intrappolato, potrebbe averle spezzate con i denti per liberarsi e tornare a "soffiare". Almeno per un po'.

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