Gatti e cani uccisi a Dubai. Le associazioni: "Vogliono ripulire la città in vista dell'Expo"

Domenica 27 Settembre 2020 di Remo Sabatini
Strage di gatti e cani a Dubai.

Le prime voci avevano cominciato a girare qualche giorno fa quando, in una circolare indirizzata a residenti e visitatori di Dubai, il Comune aveva invitato a non dare da mangiare a cani e gatti randagi nè a volatili vari, quali piccioni e pappagalli. Pena, multe salatissime. Inizialmente presa dai destinatari, come un semplice allerta sanitario o poco più, la questione si era improvvisamente gonfiata di giorni in giorno fino a quando, diversi proprietari di animali, appassionati di animali e semplici cittadini, avevano notato la presenza sempre più rara di animali nelle strade.

Così, dopo una serie di allerta pubblicati sui social anche dalle associazioni animaliste che chiedevano di verderci chiaro, era scattato l'allarme. Qualcuno, nottetempo, aveva cominciato a prendersi la briga di catturare gatti e cani per liberare le strade della città da quelle presenze ingombranti e maleodoranti. E poco importa, scrivono le associazioni anche sulle pagine internazionali dedicate alle petizioni come quella di Change.org se qualche esemplare fosse dotato di regolare collare, sarebbe stato caricato lo stesso. La "campagna" stando a quanto riportato da privati cittadini e dalle associazioni tra le quali l'Oipa, l'Organizzazione Internazionale Protezione Animali, sarebbe stata lanciata in vista dell'Expo che, rinviata a causa dell'emergenza Covid-19, partirà il 1° ottobre del 2021. Così, mentre la metropoli si appresta ad ospitare milioni di visitatori, il problema dei randagi si sarebbe fatto così urgente da non poter essere risolto in altro modo se non quello della sparizione fisica degli animali. Dove finiscono i gatti e cani sequestrati? Tra le ipotesi meno agghiaccianti, quella che li vedrebbe trovare una nuova casa nel deserto. Lontani da tutti, soprattutto dagli occhi.
 

Ultimo aggiornamento: 18:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA