Immobilizza ragazza sul tavolo della villa e la violenta: lei accusa, lui lega. A giudizio

Immobilizza ragazza sul tavolo della villa e la violenta: lei accusa, lui lega. A giudizio
di Patrizio Iavarone
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Venerdì 4 Novembre 2022, 08:21

Il «diniego espressamente manifestato» non sarebbe bastato a fermarlo. Una notte di paura e violenza quella che si sarebbe consumata a febbraio dello scorso anno in una villa di proprietà di un uomo di quarantasette anni, rinviato ieri a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona, Giovanni De Rensis, con le pesanti accuse di violenza sessuale, lesioni e furto. Questo, almeno, il racconto della presunta vittima, una ventiduenne, fatto al commissariato di polizia subito dopo i fatti che sarebbero accaduti un anno fa e ora trasformato in capo di imputazione dalla procura della Repubblica di Sulmona. Un incubo il racconto della ragazza, con dettagli agghiaccianti.

Secondo l'accusa quella sera il 47enne avrebbe preso di peso la ragazza e sul tavolo della cucina le avrebbe tolto a forza i leggins per poi abusare di lei. Non solo: durante la violenza l'imputato avrebbe preso a schiaffi la ragazza, le avrebbe stretto le mani al collo e l'avrebbe presa a pugni sui fianchi e alla schiena, tanto da costringerla a rivolgersi al pronto soccorso di Sulmona, i medici che l'hanno visitata le hanno dato venti giorni di prognosi per un trauma cranico-facciale. Infine, quell'uomo le avrebbe sottratto il telefono cellulare, verosimilmente per evitare che chiedesse aiuto. Un quadro accusatorio grave, ma ancora tutto da verificare in sede processuale.

Secondo il legale dell'uomo, l'avvocato Stefano Michelangelo, infatti, «il quadro probatorio scagiona oggettivamente l'imputato spiega le analisi sul liquido seminale fatte dallo stesso Ris, hanno dimostrato che non era del mio assistito, ma di un altro uomo. Affronteremo comunque il processo, dove faremo valere le ragioni e ricostruiremo esattamente i fatti che il giudice ha ritenuto di dover approfondire davanti a un collegio giudicante».

A dire il vero ieri ci ha provato lo stesso imputato a convincere il giudice per le udienze preliminari, rendendo spontanee dichiarazioni nelle quali ha spiegato che tra lui e la ragazza ci sarebbe stata una relazione e che quella sera non ci sarebbe stato tra i due alcun rapporto sessuale. La serata, però, finì con una lite, una scaramuccia, ma nulla di così grave, come denunciato invece dalla ragazza.


Dal canto suo la presunta parte offesa, rappresentata dall'avvocato Luca Tirabassi, non ha cambiato mai versione: quella sera, secondo quanto da lei dichiarato, si trattò di stupro, perché nonostante la relazione esistente tra i due, lei si oppose chiaramente a un rapporto sessuale che fu, secondo la sua denuncia, un abuso. Fatti e circostanze che ora dovranno essere approfondite in fase dibattimentale: la prima udienza davanti al collegio del tribunale di Sulmona è stata fissata per il prossimo 11 aprile. L'inizio di un giudizio che sarà lungo e doloroso per entrambi. Soprattutto alla vittima toccherà ripercorrere e raccontate quella tragica sera di presunte violenze.

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