Vertenza Conad-Auchan, a rischio 420 posti di lavoro in Abruzzo

Sabato 15 Febbraio 2020 di Saverio Occhiuto
Nel risiko della vertenza Conad-Auchan c’è un caso Abruzzo ancora tutto da scrivere e da decifrare, dove non si muovono solo gli ingenti capitali investiti per l’acquisizione della catena francese di supermercati: 1 miliardo di euro sull’intero territorio nazionale, ma anche mire espansionistiche che riguardano la regione dei record nel comparto della grande distribuzione. Già nel 2015, una ricerca di settore aveva segnalato l’Abruzzo come il territorio a più alta concentrazione di ipermercati d’Italia e tra i primi in Europa, con oltre 204 metri quadri di centri commerciali disponibili ogni 1.000 abitanti. Una sorta di El Dorado per chi aveva importanti capitali da investire nella terra dei parchi, che negli ultimi anni ha però anch’essa risentito dei morsi della crisi. Così a preoccupare oggi è la sorte dei 420 dipendenti dei negozi Auchan distribuiti tra le province di Pescara, Chieti e Teramo dopo l’annuncio del gruppo Margherita (creato dalla catena Conad) con la richiesta di cassa integrazione per 5.323 addetti sugli 8.873 ripartiti in dieci regioni. Richiesta fatta rientrare dalla proprietà nel piano di rilancio di Auchan, visto che il gruppo francese è tra l’altro gravato da una pesante situazione debitoria.

Ieri c’è stato un nuovo incontro interlocutorio a Roma tra i sindacati di categoria Filcams Cgil- Fisascat Cisl - Uiltcus e la prorietà. I rappresentanti del gruppo Conad hanno ancora una volta ribadito che gli esuberi non passeranno dai licenziamenti ma da “uscite volontarie” dei lavoratori. La preoccupazione però resta, mentre in Abruzzo sembrano aprirsi nuove prospettive dopo l’incontro tra le parti che si è svolto dieci giorni fa in Regione. Davide Frigelli, segretario della Fisascat Cisl Abruzzo e Molise, parla di “situazione difficile”, ancora complessa, lasciando però intravedere uno spiraglio alla soluzione della vertenza: «Rispetto a ciò che sta accadendo nel resto del territorio nazionale, la situazione di Abruzzo e Marche pone un problema specifico alla catena Conad per l’assorbimento dei centri Auchan. Perché in queste due regioni la presenza dei punti Conad è troppo estesa rispetto alle altre e l’Antitrust si è già fatto sentire».

In altre parole, l’acquisizione dei negozi Auchan e Simply attraverso il gruppo Margherita, non significa che Conad possa spostare le insegne sui nuovi supermercati senza violare le regole sulla libera concorrenza che vietano la concentrazione di supermercati a capo di un’unica società. Proprio questo potrebbe alla fine tradursi in un vantaggio per l’Abruzzo, come spiega ancora il sindacalista: «La speranza si pone nel gruppo Maiora di Bari che ha insegna Despar, con 400 punti vendita. Un gruppo molto attivo al Sud e in forte espansione anche al centro e al Nord. La trattativa non è semplicissima – avverte Frigelli – ma potrebbe sbloccarsi già nei prossimi giorni».

Quindi Conad, dopo avere acquisito le quote azionarie di Auchan, potrebbe trovarsi nella necessità di individuare un socio per potere tenere in vita le insegne e le vetrine dei nuovi negozi. Problema che si pone, come detto, soprattutto nelle Marche e in Abruzzo dove l’Antitrust ha già gettato l’occhio, meno nelle altre regioni interessate dalla vertenza Conad-Auchan: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Veneto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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